Il corpo senza vita trovato sulla Napoleonica: è di Donatella Malisa
Le operazioni di recupero si sono concluse sul versante di Monte Grisa. La Questura di Trieste ha confermato in serata l'identità: si tratta della 43enne scomparsa da Trieste il 20 gennaio

È la quarantatreenne triestina a Donatella Malisa, scomparsa da giorni, la donna trovata morta ieri pomeriggio in un dirupo sotto la Napoleonica, sul versante di Monte Grisa. La conferma ufficiale dell'identità è arrivata sabato in serata dalla Questura. I famigliari sono stati subito avvisati.
Il corpo è stato notato per caso, attorno all'ora di pranzo, da un escursionista impegnato in un'arrampicata sul costone; è stato lui a dare l'allarme.
I soccorritori sono intervenuti con un dispiegamento di forze e di mezzi importanti, anche perché il punto in cui è stato rinvenuto il corpo è molto impervio e difficilmente raggiungibile: hanno lavorato le squadre dei Vigili del fuoco e del Soccorso alpino, oltre al 118. Sul posto anche la Polizia scientifica e le volanti. Presenti pure la procuratrice Patrizia Castaldini, il pubblico ministero Alessandro Perogio e il pubblico ministero Ilaria Iozzi. Le operazioni sono cominciate attorno alle 14 e si sono concluse alle 17.30.
La Procura ha aperto un fascicolo: saranno disposti l'autopsia e il test tossicologico. Ma, come sottolinea la procuratrice Castaldini, non è stato rilevato alcun aspetto «anomalo». Non c'è insomma alcun elemento – per il momento, almeno – che possa far pensare a un'azione violenta compiuta da terzi. Si tratta dunque di un gesto estremo: la quarantatreenne si è tutta la vita.

Il cadavere è stato rinvenuto in uno strapiombo profondo decine di metri rispetto al sentiero sovrastante, quello della Napoleonica appunto. La donna è precipitata tra le rocce, gli alberi e il resto della vegetazione. Da quanto risulta il corpo si presentava molto compromesso a causa dei traumi dovuti alla caduta. Ma anche dal fatto che la morte risalirebbe a giorni fa e forse – chissà – addirittura al periodo della scomparsa, che risale a martedì 20 gennaio. Ma sarà l'esame autoptico a circoscrivere con più precisione la data del decesso. Sul posto il medico legale ha potuto compiere solo una prima parte dell'ispezione cadaverica, che quindi dovrà essere completata.

Come detto le operazioni di recupero si sono rivelate estremamente complesse, viste l'impraticabilità del dirupo. Tanto che durante le prime fasi di intervento la dottoressa dell'automedica del 118, calata dai Vigili del fuoco e dall'équipe del Soccorso alpino in prossimità dell'area in cui giaceva la salma, è riuscita ad avvicinasi al corpo a non più di un metro.
Ma alcuni dettagli, comunque riconoscibili nonostante le condizioni del cadavere, hanno consentito fin da subito di ipotizzare chi fosse la persona: una donna. E i vestiti che indossava corrispondevano a quelli della quarantatreenne Donatella Malisa, descritti dai famigliari quando erano andati a sporgere denuncia di scomparsa in Questura.
C'erano dunque molte probabilità che si trattasse effettivamente della triestina che le forze dell'ordine stavano ormai cercando da 11 giorni in tutto il territorio regionale.

Malisa era sparita da casa martedì 20 gennaio senza dire nulla. La donna, da quanto risulta nota ai servizi di salute mentale di Trieste, versava in condizioni di fragilità. In passato era scomparsa altre due volte.
La Prefettura di Trieste aveva messo in campo fin da subito un piano regionale per le ricerche affidando la gestione tecnica delle operazioni alla Questura. In questi giorni erano giunte varie segnalazioni da numerose zone del Friuli Venezia Giulia da parte di chi sosteneva di aver visto la donna. L'ultima da Trieste. I successivi accertamenti avevano escluso che fosse lei. Ieri il drammatico epilogo.
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