Nasce il reparto Covid al Burlo e al Maggiore chiude l’area Prime cure

Definiti altri due passaggi nel piano di riorganizzazione delle strutture triestine. All’Ircss pronti 4 posti di terapia intensiva per infetti e 4 per pazienti non positivi
Lasorte Trieste 14/03/20 - Ospedale Maggiore
Lasorte Trieste 14/03/20 - Ospedale Maggiore

TRIESTE. Chiusura temporanea del Centro prime cure dell’ospedale Maggiore e un nuovo reparto dedicato ai Covid-19 all’Irccs Burlo Garofolo. Prosegue l’attività di riorganizzazione delle strutture sanitarie di Trieste con la creazione di ulteriori posti letto che si andranno ad aggiungere ai 39 di terapia intensiva e sub intensiva al dodicesimo piano della torre medica di Cattinara e a quelli in via di predisposizione al tredicesimo piano.

Al Burlo sono state create 10 stanze di degenza ordinaria con un’area dedicata all’attesa dell’esito degli accertamenti diagnostici e una terapia intensiva da quattro posti letto e altrettanti per pazienti senza virus. «La struttura - spiega Raffaella Sagredini, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione - ha riorganizzato spazi e percorsi in modo da avere due ambienti separati da quattro posti letto ciascuna, per pazienti Covid e No Covid».

Oltre alle persone intercettate nella tenda pretriage il reparto è dedicato anche a tutti i pazienti di area pediatrica e ostetrico-ginecologica dell’Isontino e in caso di necessità, in particolare per i bambini Covid-19 accertati o sospetti, di tutta la Regione. Il personale - medici, infermieri e Oss - ha svolto anche una formazione specifica per l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e in particolare su vestizione e svestizione per poter trattare i pazienti Covid-19 in totale sicurezza.

L’incidenza di questa forma di coronavirus nell’infanzia, spiegano dal Burlo, è limitata come testimonia la letteratura medica della Cina, primo paese dove è scoppiata l’emergenza sanitaria. L’istituto pediatrico ha fornito anche la propria disponibilità per effettuare le prestazioni chirurgiche pediatriche e neonatali (nelle specialità di chirurgia generale, urologia, oculistica, odontostomatologia, ortopedia), in questa fase limitatamente all’attività urgente e all’attività programmata in priorità A, a supporto dei centri regionali impegnati nella gestione dei casi di Covid 19 dell’adulto.

Stefano Dorbolò, direttore generale dell’Irccs, ringraziando il personale per il grande impegno in questi giorni si dice fiducioso che «supereremo questo difficile momento perché vedo la grande volontà di tutti nel voler dare il proprio contributo. Usciremo rafforzati da questa esperienza ancora una volta affrontata con lo spirito di squadra che contraddistingue i nostri professionisti e costituisce la vera forza dell’Istituto».

Egidio Barbi, direttore della Struttura complessa di Clinica Pediatrica, conferma anche l’attivazione di un sistema di reperibilità sulle 24 ore dedicata ai pediatri della regione. Un servizio di chiamate telefoniche degli specialisti è stato invece rivolto ai pazienti cronici più complessi per verificare lo stato di salute a domicilio evitando così gli accessi all’ospedale.

«Senza dimenticare - aggiunge Barbi - l’attività svolta assieme all’ufficio Oms (Organizzazione mondiale della sanità, ndr) del Burlo, all’interno di un network regionale e nazionale di pediatri ospedalieri e di famiglia, per la condivisione giornaliera, in tempo reale con mailing list, del numero contagi e la segnalazione eventuali criticità».

A partire da sabato sarà invece sospesa l’attività del Centro prime cure dell’ospedale Maggiore, una decisione che l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina ha preso visto che gli accessi si erano pressoché azzerati. Resterà invece in funzione dalle 8 alle 20 l’attività di Pronto soccorso. Da quando è iniziata l’emergenza Covid-19 i pazienti che si sono rivolti a Cattinara e in via Gatteri sono diminuiti del 60% con rispettivamente 75 e 15 accessi al giorno. Il personale del Centro prime cure potrà così supportare i colleghi impegnati nell’emergenza Covid-19.

Intanto il direttivo Fials di Trieste e Gorizia ha deciso di rinunciare a parte dell’importo derivante dalle quote associative di marzo e aprile e di devolverlo al Burlo e alla stessa Azienda sanitaria per l’acquisto di Dispositivi di protezione individuale. 

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