Nascono le “casette” per i libri grazie ai coniugi bibliofili di Pola

la storia
Mauro Manzin / POLA
Leggere un libro è un po’ come frugare dentro l’anima, accarezzando le pagine assaporandone i significati e il loro odore, sentendo la consistenza di un piccolo mattone di carta che si inserisce nella gigantesca muraglia della cultura. Se condividete queste righe allora l’iniziativa dei due coniugi di Pola Ornela ed Edin Žerić è anche la vostra iniziativa. Bibliotecaria lei all’Università di Pola e falegname lui amano passeggiare dalla loro abitazione di Valbandon verso Fasana. E qui vicino a un bar sul lungomare è nata l’idea: una casetta per i libri, una biblioteca in miniatura dove tu passi prendi un libro, lo leggi e magari ne restituisci un altro, oppure altri due, tre...
«Il proprietario del bar e sua moglie sono stati felicissimi quando glielo abbiamo suggerito - racconta Ornela al quotidiano Glas Istre - e ora dicono che questa è la loro migliore pubblicità: ogni giorno qualcuno viene fotografato accanto a quella piccola biblioteca libera». «Ci pensavo da molto tempo. Durante i nostri viaggi, a Stoccolma, Parigi, Praga e in altre città, ho visto casette simili ovunque, erano così carine per me - spiega ancora Ornela - e ho visto la prima qui a Verbenico, sono stato felice e ho detto: “Devo farlo anch’io”. Io e mio marito le facciamo insieme, tutte da soli. Facciamo una bozza, prendiamo il materiale, lui è un falegname, poi io le dipingo. Abbiamo il nostro piccolo laboratorio per le casette, così lo chiamiamo - dice Ornela - e Edin aggiunge che hanno bisogno di circa 15 ore di lavoro per ogni casetta».
È iniziato così, un po’ per gioco e poi la piccola biblioteca libera è apparsa sul lungomare di Rabac e a San Policarpo. Adesso Ornela e Edin stanno costruendo altre due casette, una per Otočac, per un Book caffe e una per l’Isola di Meleda (3 abitanti) dove si tengono laboratori per bambini in estate. L’iniziativa piace e sta prendendo piede e alla piccola biblioteca libera si stanno abituando anche i turisti perché nelle casette di Pola sempre più spesso si trovano volumi in lingua straniera. Insomma, ci vuole poco per fare cultura. —
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