Nascoste sul Tir griffe false per 20 milioni di euro

Capi di abbigliamento, borse e scarpe di firme prestigiose tutti contraffatti abilmente e che avrebbero fruttato alla vendita al dettaglio fino a 20 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Trieste in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane.
Una verifica delle analisi di rischio e l’intuito degli uomini del 2.o Gruppo delle Fiamme gialle del Comando provinciale hanno permesso così di smascherare la frode colossale che avrebbe danneggiato i tanti operatori del settore onesti già provati dalla crisi innescata dal coronavirus.
E, “nota di colore” in tema di pandemia, tra il superlativo ammontare di 230 mila articoli falsificati, sono state trovate anche le ormai famose mascherine anti Covid-19, della nota Casa Louis Vuitton non mancavano neppure.
Nei giorni scorsi al Punto franco nuovo dello scalo giuliano i militari della Finanza hanno concentrato l’attenzione su un Tir turco appena sbarcato e con destinazione la Slovacchia, attivando i doganieri per le pratiche di verifica burocratica risultate anch’esse non coerenti. Insospettitisi, i finanzieri hanno proceduto a un parziale scarico del camion: la disposizione e l’imballaggio della merce non corrispondevano a quelli usualmente impiegati per il tipo di merce dichiarato.
A Tir completamente svuotato, sono stati così sequestrati oltre 230.000 prodotti, costituiti da capi d’abbigliamento, calzature, mascherine appunto, pelletteria varia e stampe a caldo riconducibili a numerose e note Case di moda (tra cui Adidas, Balenciaga, Burberry, Canada Goose, Christian Louboutin, Calvin Klein, Diesel, Dolce & Gabbana, Fila, Gucci, Hermes, Hugo Boss, Lacoste, Lagerfeld, Michael Kors, Mcm, Mcqueen, Moncler, Moschino, Nike, Off White, Prada, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, Valentino, Versace e Chanel). Considerati i normali prezzi di mercato e il prestigio delle “firme” falsificate, i prodotti avrebbero fruttato non meno di 20 milioni di euro secondo gli esperti. L’indagine coronata da questo successo fa parte di un “ampio dispositivo di contrasto dei traffici illeciti predisposto per il controllo capillare dei transiti portuali” e in questo caso alcune contraffazioni erano così ben eseguite, oltre che occultate tra merce non griffata “regolare”, da richiedere perizie di alcune Case di moda. Il titolare della ditta slovacca cui la merce era destinata è stato denunciato a piede libero per contraffazione.
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