Nel campo sportivo irrompe la discoteca Staranzano si ribella

STARANZANO. Notti insonni a Staranzano. Nel quartiere residenziale sorto all’ombra del campo sportivo Fogar sale la protesta tra i residenti per la musica sparata ad alto volume e fin oltre mezzanotte nel corso di recenti iniziative in via Atleti azzurri d’Italia. E partono anche le prime telefonate alle forze dell’ordine. Dopo la quattro giorni di festa, che ha visto dalle 21 alternarsi dj-set a concerti live, con annesso approdo delle giostre nello spazio esterno del piazzale, e l’ultima manifestazione in campo lo scorso sabato (un susseguirsi, tra i vari eventi, di esibizioni rock sul palco dalle 15) si prospetta un nuovo fine settimana di fuoco: musica non stop dal pomeriggio. E puntualmente gli staranzanesi residenti a ridosso dello stadio sono costretti, loro malgrado, entrano in “guerra” con la movida. Ma ora che le temperature si alzano e l’afa non molla la sua presa diventa difficile tapparsi in casa per difendersi dai decibel. Di più: nelle serate particolarmente animate neppure chiudersi in casa giova, la musica entra nelle camere da letto.
E se già diverse famiglie sono pronte a sottoscrivere petizioni per scongiurare l’andazzo, chi abita davanti al campo ha inoltrato la richiesta di un incontro all’assessore comunale Matteo Negrari, con deleghe al Commercio e Attività produttive, Cultura, Personale e Politiche giovanili. Questo dopo aver avuto un primo confronto con personale della Polizia municipale, che a Staranzano non presta servizio notturno. Non c’è polemica sugli eventi, alcuni anche di indubbio valore sociale, come per esempio i memorial. Si chiede, però, rispetto delle regole su orari e registro dei volumi.
Ma può diventare d’estate un campo sportivo luogo del divertimento notturno, in un quartiere caratterizzato da una distesa di villette a schiera e famiglie con figli? Se lo chiede allarmata Michela Di Santolo, in attesa di incontrare l’assessore per esprimere i disagi patiti. «La musica disturba – dice –, non è questa una zona in cui i volumi possono esser mantenuti alti la sera. Le feste non sono un problema, ci mancherebbe: hanno un ruolo sociale e aggregativo importante, penso agli eventi sportivi o per gli anziani e ai memorial, ma il campo non deve trasformarsi in una discoteca o in un centro di ritrovo dove sparare musica alta». «Pur stando con gli scuri e le finestre a doppio vetro chiusi – conclude – mi trovo come se avessi lo stereo acceso a tutto volume in camera. Una persona lavora tutta la settimana e non vede l’ora di godersi il week-end per riposare, ma non può. Infine non è questa un’area dove inserire i giostrai, perché già ci sono criticità con la clientela del baracchino, che non sempre si comporta con educazione».
Altro problema, condiviso da alcune famiglie, è quello del rumore provocato dagli avventori di un baracchino ambulante che commercia bibite e panini fino alle ore piccole. I residenti, che in passato avevano palesato la propria insofferenza, ottenendo rassicurazioni dall’ente sul futuro trasferimento dell’attività nei pressi del bocciodromo (zona scarsamente insediata rispetto al quadrilatero di vie Burri, Corbatto, Atleti azzurri e Slataper) continuano a riferire di schiamazzi, ripetuti clacson, sgommate e rumori di vetri infranti nel cuore della notte. E di trasloco, per il momento, non si parla.Da ultimo la questione dei mezzi pesanti, i cui titolari sembrano far spallucce del fatto che le vigenti regole impediscono la sosta continua nel piazzale antistante gli impianti sportivi, su strada delle Acacie, deputato al parcheggio dei mezzi dei fruitori l’area. E così, in particolare nel fine settimana, è un proliferare di motrici che lì stazionano per due o tre giorni. Alla ripresa lavorativa dei camionisti, i quali sulle arterie si immettono all’alba, è dunque tutt’un sorbirsi di motori accesi che, in particolare quando le temperature sono più rigide, dura anche mezz’ora di fila.
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