Nel database di Schenzen Trieste compare 1.500 volte
Il nome di Trieste ricorre 1500 volte nel database ottenuto da Il Foglio assieme a un gruppo di testate internazionali come Washington Post e Telegraph i cui contenuti sono stati pubblicati in questi giorni: l’Okidb, Oversea Key Information Database, è uno strumento della Repubblica popolare realizzato dalla società Zenhua di Shenzen. Si tratta di una mole sterminata di dati raccolti e aggregati dalla società, rastrellando nell’oceano del Web, su persone e categorie di interesse cinese in Europa: Il Foglio ha ottenuto la parte riguardante l’Italia, sviscerata in un’inchiesta della giornalista Giulia Pompili.
Può sorprendere l’assenza nel database di nomi di rilievo come quello del presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino, o del segretario generale Mario Sommariva, così come di figure rilevanti nel panorama economico mondiale come il vertice di Fincantieri Giuseppe Bono. Ma, come specifica Il Foglio, il database contiene appunto le informazioni raccolte aggregando dati pubblicamente disponibili. Mancano invece tutte le schede ottenute tramite operazioni di intelligence più classiche: naturale quindi possano esserci delle lacune.
Risultano però nomi come l’ex ad di Generali Mario Greco, il ricercatore e docente della Sissa Stefano Gustincich (un biologo) o l’ex rappresentante dei lavoratori delle imprese in Comitato portuale Lelio Doria. Se il primo (e anche il secondo, considerando gli interessi cinesi) può avere un senso, la presenza del terzo è quantomeno bizzarra: Doria non è più in carica da quattro anni e non è certo una figura di primo piano (absit iniuria) nel sistema del porto. La probabilità è che parte della informazioni possano essere datate, in fondo anche Mario Greco non è più ad di Generali dal 2016.
Nel database c’è poi molta attenzione al traffico navi dall’Oriente verso Trieste, in particolare dall’Indonesia: sono 1600 i passaggi monitorati. Tra le imprese importatrici i cui beni passano da Trieste il database cita le più svariate, dal produttore di componentistica musicale slovacco all’azienda di moda trevigiana.
Per il presidente dell’Autorità di sistema portuale D’Agostino si sta sollevando un gran polverone per un procedimento di raccolta di dati ormai prassi di molti Stati come di molte aziende: «Francamente mi sembra strano che sia stato schedato il capo di una piccola impresa di facchini del porto e non altre persone che avrebbero avuto molto più senso». Quanto al traffico navi, aggiunge: «Esistono ormai applicazioni come Ais, che anche un privato cittadino può scaricare, che consentono di accedere a immense moli di dati riguardanti il traffico portuale in tutto il mondo. Il mondo in cui viviamo è già il mondo dei Big Data. Quanto ai traffici dall’Indonesia a Trieste, immagino arrivino qui merci tramite Singapore, di più non saprei che dire». Conclude D’Agostino: «Quando si parla di porti e di interessi degli Stati nella portualità si tende a far confusione. Trieste, in generale i porti italiani, non è conquistabile da nessuno». —
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