Nel decennio 1949-1959 l’impulso all’edilizia economica popolare

l’esempio
Nel secondo dopoguerra la già difficile situazione per la popolazione di Ronchi dei Legionari, derivante dalla disoccupazione e dalla carenza di alloggi, si aggravò ulteriormente con la decisione delle autorità di dislocare una colonia di esuli provenienti dall’Istria. Il quadro globale divenne, così, di ardua soluzione per gli amministratori. Neppure a Ronchi mancarono coloro che vedevano negli esuli istriani e dalmati potenziali concorrenti per l’agognata stabilizzazione lavorativa. La municipalità cittadina, di concerto con la Prefettura di Gorizia e con gli enti preposti, provvide nel decennio 1949-1959 alla realizzazione di 280 alloggi a carattere economico e popolare da destinare agli esuli.
Oltre al Villaggio dell’esule costituito da 62 alloggi, molte altre zone furono interessate dai nuovi insediamenti residenziali di produzione pubblica: via Redipuglia, via Mazzini, via Brigata Valtellina, via Dei Granatieri, via Dei Campi, via Raparoni, via San Lorenzo, via Capitello e via Monte Cosich.
Il Comune di Ronchi dei Legionari fu sempre sensibile al problema della carenza degli alloggi e a tale riguardo per far fronte anche alle esigenze della comunità di esuli, si fece promotore di un significativo intervento di edilizia residenziale pubblica a carattere popolare, le Case Minime di via Divisione Julia, un intervento di trentadue alloggi e Ronchi dei Legionari fu l’unica amministrazione comunale del territorio che provvide ad effettuare direttamente realizzazioni a carattere residenziale. È questa la storia degli esuli di Ronchi dei Legionari e l’epigrafe scolpita sulla stele di via dell’Istria, all’interno del “Villaggio dell’Esule”, riporta “A ricordo / degli Istriani / Fiumani e / Dalmati / sparsi / nelle loro/ terre in esilio / in Patria e / nella diaspora / dei cinque / continenti”. —
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