Nel territorio dell’Istria slovena ritorneranno i toponimi italiani

Valmer Cusma / POLA
La presenza italiana sul territorio della Slovenia è testimoniata dai siti archeologici, dall’architettura, dall’immenso patrimonio artistico, culturale, musicale ed etnografico, dalla lingua italiana e dalle sue parlate o varianti dialettali istrovenete e istroromanza, dall’architettura, con la tipica impronta veneta e dai toponimi originali. Il mantenimento in vita di questi ultimi è spesso messo a dura prova da situazioni storico–culturali e anche demografiche avverse. Pertanto si rende necessaria la loro tutela di cui si fanno carico le istituzioni e associazioni della Comunità nazionale italiana.
Un tanto per introdurre l’eccellente risultato raggiunto dalla Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana (Can) che si è vista confermare da parte dell’amministrazione geodetica della Repubblica di Slovenia, l’elenco dei nomi geografici italiani relativi alle zone di insediamento storico della Comunità nazionale italiana.
ll relativo procedimento era stato inoltrato nel 2015, con la collaborazione e il pieno appoggio dell’allora deputato al seggio specifico degli Italiani al parlamento sloveno Roberto Battelli e dello storico Kristjan Knez che ha supervisionato il lavoro. Non è mancato il prezioso contributo delle Can comunali che avevano preparato gli elenchi dei toponimi italiani sul rispettivo territorio. «Siamo molto contenti di aver raggiunto questo traguardo cosi importante, che segna il riconoscimento ufficiale della nostra storia e dei nomi che usiamo - ha dichiarato a Radio Capodistria il segretario della Can costiera Andrea Bartole -. E ora finalmente disponiamo di uno strumento per poter chiedere finalmente la modifica delle tabelle di numerose località». Bartole ha pure sottolineato il fatto che la Commissione per la standardizzazione non ha imposto alcun veto accettando tutti i nomi proposti, il che equivale a un segno di apertura.
Ora si potrà procedere alla collocazione delle tabelle con la dicitura dei nomi locali e storici in uso nei vari comuni e finora non ufficializzati. Le indicazioni della Commissione per la standardizzazione ora potranno venir inserite nel registro dei nomi geografici della Repubblica di Slovenia e sulle carte geografiche in scala 1: 25.000. E sulla base dei nomi approvati ora si potranno stendere le mappe territoriali in scala 1: 5.000 per le quali però si renderà necessario un ulteriore lavoro di verifica e successiva approvazione da parte della Can costiera, onde eliminare eventuali errori ortografici e di trascrizione.
Se nell’Istria slovena si assiste all’apprezzabile volontà di tutte forze in campo di rispettare la componente storica e culturale italiana, altrettanto non si può dire per il territorio istriano a sud del Dragogna, sotto la giurisdizione croata. Qui la questione dei toponimi italiani è ben regolata dalle leggi dello stato e dagli stati locali e regionale, ma l’applicazione pratica lascia molto a desiderare.–
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