Nelle case dell’Ardiss 512 posti “low cost”

L’apertura del nuovo campus nell’ex Ospedale militare è accolta con qualche perplessità dagli studenti universitari: in una città dove gli affitti non sono poi così alti una doppia che parte da 550 euro non viene ritenuta propriamente un affare. Forse anche per questa ragione il nuovo campus mira a un bacino d'utenza più ampio, che includa ricercatori e docenti. Nelle case dello studente gestite da Ardiss chi vi accede per bando - quest'anno erano 512 i posti disponibili suddivisi in 428 negli edifici E3, E4 e nel più recente E1 e 84 presso il Comprensorio Urban - paga 145 euro al mese per un posto letto, in singola o doppia. Entro fine 2015 a questi posti dovrebbero andare a sommarsi altri 99 posti nella Casa dello studente di via Gaspare Gozzi e altri 22 posti presso la Casa dello Studente E1. L'offerta di posti letto in residenze Ardiss include dunque, ad oggi, la Casa dello studente E1 in via Fabio Severo 150, completamente ristrutturata e con una capienza di 74 posti letto, la più anziana Casa dello studente E3, con una capienza di 250 posti letto; la Casa E4, in salita Monte Valerio 3, con una capienza di 126 posti letto, e infine, in piena città vecchia, il Comprensorio Urban, con una capienza di 90 posti letto tra stanze singole e doppie in appartamenti. Ma per chi vive negli alloggi Ardiss non sono tutte rose e fiori. Il nuovo Regolamento, entrato da quest'anno, ha cancellato il diritto al mantenimento dell’alloggio per gli anni successivi. Il risultato è stato che ai primi di settembre, nel giorno stabilito per l'assegnazione dei posti, i circa 500 ragazzi che si sono presentati all’appello hanno dovuto attendere dalle prime ore del mattino fino a notte inoltrata perché si concludesse la procedura d’assegnazione. «La mia nuova stanza - dice Augusto, laureando, che a causa della nuova regola ha dovuto scendere a Trieste da Agordo per la riassegnazione del posto - mi è stata assegnata intorno alle 3 e mezza della notte». E qualche scorrettezza c’è stata anche da parte dei caf convenzionati con l'Università, che avrebbero dovuto produrre gli isee degli studenti senza costi aggiuntivi. «Al mio ragazzo che risiede all'estero - racconta Giulia Massolino, laureata in ingegneria - è stato chiesto da un caf convenzionato del denaro». Altri problemi vengono segnalati sul fronte del Regolamento, che oggi stabilisce che gli ospiti, oltre a registrarsi in portineria e indicare chi vengono a trovare e in che stanza risiede, devono aspettare alla reception che lo studente li venga ad accogliere. «Quando sono andata dal mio ragazzo, ammalato, per portargli le medicine - racconta ancora Giulia - ha dovuto scendere con 39 di febbre». Il Regolamento, insomma, limita forse in maniera eccessiva l'accesso da parte di esterni alle case dello studente: le aule studio sono usufruibili solo dai residenti e anche l'utilizzo di strutture all’aperto, come il campo da basket tra gli edifici E3 ed E4, è ormai permesso soltanto a loro.
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