Nelle tavole di Ferd Pamberger i 15 mesi d’assedio alla città

Il pittore stiriano guidò il gruppo artistico del Kriegspressequartier  Per due anni fu ufficiale di collegamento con il generale Borojevič 

Punti di vista



Ferdinand Pamberger (1873-1956) nasce in Stiria nei pressi di Graz. Dopo studi superiori a Vienna alla Scuola di grafica e comunicazioni visive e laurea all’Università di arti applicate della capitale, nel 1902 diventa docente alla Scuola superiore di arti applicate di Graz. Pittore impressionista, fu membro del Werkbund austriaco e del Künstlerbund di Graz.

In Austria all’epoca vigeva il Landsturm, dove venivano inquadrati tutti i cittadini maschi abili ma non in servizio militare attivo, dai 38 ai 42 anni. Una sorta di riserva militare da utilizzarsi in casi estremi, come un’invasione al suolo patrio. Per la sua professione invece Pamberger viene assegnato al Quartier generale della stampa di guerra, organo di propaganda fondato all’inizio del conflitto nel 1914. Alle attività del Kriegspressequartier parteciparono molti artisti famosi, come Kubin, Musil, Hofmannsthal, Rilke e Alice Schalek, reporter di guerra nelle trincee isontine cinquant’anni prima di Oriana Fallaci in Vietnam. A ciascuno di loro il proprio campo, a Pamberger la guida del gruppo artistico come ufficiale di collegamento col generale Borojevič, comandante del Fronte dell’Isonzo.

Da noi arriva nel 1915, conosce il generale Ervin Zeigler comandante della piazza e incontra per la prima volta Gorizia e i suoi dintorni, per due anni poi frequentati assiduamente con folta produzione di opere, tra le quali notevole un sommaco ritratto sul Carso a Doberdò, il cui rosso autunnale lo ha non poco impressionato.

Nella produzione goriziana spicca una raccolta di disegni, oli e acquarelli, trasformati in litografie e raccolti in un album dal titolo “Görz im Kriegsjahre 1915-16”. Le immagini, come quella di Piazza Grande (in italiano come intitola l’autore), mostrano i gravi danni inferti nel corso dei quindici mesi d’assedio: in una radiosa giornata di primavera una domestica attinge alla fontana del Nettuno, sulla vasca della quale spicca un grosso squarcio, che si ripete poi sulla retrostante facciata di casa Bombi.

La pubblicazione che esce a Graz, riporta nella prima pagina la premessa di von Hoen, Comandante dell’Ufficio propaganda, con la data “August 1916”. Proprio lo stesso mese della caduta della città, quando Zeidler, che è raffigurato nella prima delle 21 tavole, si trovava in famiglia in Austria, rientrando precipitosamente a Gorizia a ridosso della sua caduta, avvenuta il giorno 9. Però, che coincidenza. —

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