Nell’inferno di Dante la triestina Lezzi trova il titolo tricolore di Bodypainting

L’artista diplomatasi al Nordio si è laureata campionessa a Garda Nella giuria da registrare la presenza del disegnatore Milo Manara 

IL PERSONAGGIO



Il corpo come una tela, l’Inferno di Dante la fonte ispiratrice. I colori del calore incorniciano l’estate speciale di Alessandra Lezzi, l’artista triestina laureatasi campionessa italiana di Bodypainting, l’arte della pittura del corpo, titolo conquistato sulla ribalta del Bodypainting Festival andato di recente in scena a Garda, manifestazione che quest’anno ha sfoggiato in giuria anche una matita d’autore come il disegnatore Milo Manara. Alessandra Lezzi è entrata in lizza nella categoria “Lovers”, abitata da una ventina di pittori della carne, aperta a quelli che non avevano ancora colto il gradino più alto di un podio. Dal prossimo anno quindi muterà il contesto dell’artista triestina, una cresciuta a pittura, colori e tavolozze di sogni, diplomatasi all’Istituto “Nordio” e con alle spalle già diverse mostre personali e collettive.

A Garda il tema da esprimere era uno dei più intriganti da sempre, la Divina Commedia, spunto dipanato con un focus sull’Inferno, contesto dipinto sulla modella giocando tra le tinte del giallo e le sfumature del rosso, accogliendo al suo interno le tre fiere allegoriche: lupa, leone e lonza. Alessandra qui non smarrisce la retta via e se ne esce vittoriosa dalla selva oscura riportando il massimo dei voti nella “qualità e tecnica” e picchi eccellenti sotto le voci “composizione e impatto visivo” e “Idea e originalità”. «Mi sono appassionata a questa arte in quanto ci sono diverse cose da curare al meglio – sottolinea la neocampionessa –. Non dipingiamo una parete o una tela ma un corpo che poi si muove e che il disegno deve seguire, anche con la musica. Tutto deve essere preciso e risultare armonico».

Originale anche il modo con cui è scattata la scintilla tra l’ex studentessa del “Nordio” e il Bodypainting. A giocare una parte vitale sono i due figli, Lia e Andrea, coinvolti qualche anno fa in una serata ludica all’insegna del “Truccabimbi”. «Da quando sono diventata mamma non ho più il tempo di una volta per dipingere in modo classico sulle tele – racconta – ma grazie ai miei figli ho scoperto per gioco il trucco sui bambini e ho capito che potevo ampliare le vedute». È stato così. Cornici e tele se ne vanno infatti in cantina, i pennelli no ma entrano in ballo nuovi stimoli e altri colori, tutti per altro rigorosamente atossici e anallergici. Arrivano poi le prime esperienze agonistiche, con il supporto della modella muggesana Veronica Colia e dell’assistente Elena Vanzo. Dopo la gavetta, ecco quindi un titolo italiano, con l’avallo di Milo Manara e un testimonial come Dante Alighieri. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo