Nessun biglietto di ingresso per le mostre a Santa Chiara

Il Comune non intende applicare il ticket per non residenti come a Monfalcone ma esposizioni ancora tutte in cantiere da Italico Brass fino alla scuola goriziana
Bumbaca Gorizia 10_03_2018 Mostra SISSI Museo Santa Chiara © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 10_03_2018 Mostra SISSI Museo Santa Chiara © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Se il Comune di Monfalcone per la prossima mostra nella galleria di piazza Cavour, incentrata su Lucio Fontana, ha deciso di far pagare un biglietto, seppure non esoso e solo ai non residenti, il Comune di Gorizia per le future esposizioni a Santa Chiara non sembra che abbia intenzione di adottare la stessa misura, anche se nulla, al momento, è definito, visto che non è certa quale sarà la prossima esposizione al Museo.

«Per ora, stiamo ancora pensando ad una prossima mostra a titolo gratuito anche in considerazione del delicato momento socioeconomico dove la cultura ha lo scopo di essere a favore di tutti e non trascurando poi che grazie alla cultura vogliamo mantenere alto il nostro trend turistico – afferma l’assessore Fabrizio Oreti –. Un eventuale biglietto di ingresso dipenderà dal tipo di mostra che organizzeremo. In ogni caso, potrebbe al massimo trattarsi di un importo simbolico come per esempio già avviene in Castello dove il biglietto intero costa 3 euro ed il ridotto 1, 5, ma per ora ancora non abbiamo definito nulla dato che assieme al sindaco Ziberna dobbiamo valutare i dettagli della prossima mostra che avremo il piacere di ospitare a Gorizia». Non si sa ancora quale nel 2020 e nel 2021, ma, dopo il successo della mostra su Franz Joseph, chiusa con oltre 16 mila visitatori, il primo cittadino anticipa le prossime due mostre al Museo di Santa Chiara, mentre ad oggi, per il 2019, non è in programma nessuna esposizione. «Stiamo pensando a due grandi mostre. Una sulla scuola di Gorizia, con nomi, per esempio, come Tominz, Spazzapan, Dugo, che tenga in considerazione anche la scuola d’oltreconfine – dice il sindaco Ziberna –. Vorrei realizzarla in collaborazione con Nova Gorica (che potrebbe ospitare una parte dell’iniziativa). A questa mostra abbiamo cominciato a lavorare con Marino De Grassi, ma tutto è ancora in costruzione. La mostra, che sarebbe inserita anche nelle iniziative per Gorizia-Nova Gorica capitale europea della Cultura, potrebbe poi riguardare non solo la pittura, ma, per esempio, anche la scultura e la fotografia. L’altra esposizione, invece, sarà su Italico Brass e, a tal proposito, Annalia Delneri ha già preparato sull’artista un lavoro molto importante, avendo già individuato le opere da esporre. Questa mostra vorremmo realizzarla con il patrocinio e con la collaborazione del Comune di Venezia, dove ci sono collezionisti ed eredi di Italico Brass. Peraltro, anche il Comune di Gorizia è proprietario di alcuni lavori di Brass».

«Certo, se qualcuno ci offrisse la possibilità di ospitare un’iniziativa su Van Gogh o su Rembrandt a costi sostenibili accetteremmo immediatamente» conclude Ziberna, non nascondendo che aprire il Museo di Santa Chiara ha un costo che l’amministrazione non ha intenzione di abbattere con un biglietto d’ingresso. —



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