Nicoli e Piccin (Fi): «Il problema cinghiali va gestito con la caccia»

«Come volevasi dimostrare: presunte soluzioni alternative alla caccia, a livello locale, non si sono dimostrate sufficienti. Non c’è territorio del Fvg, ormai, dove non emerga la preoccupazione per l’invasione dei cinghiali, con i pericoli nelle strade e nei centri abitati e i danni ai terreni agricoli che comporta. Anche da Gorizia si leva una richiesta alla Regione di intervenire per gestire gli ungulati».

A prendere posizione i consiglieri regionali Giuseppe Nicoli e Mara Piccin (Forza Italia), pronti a rilanciare la discussione in aula sulla proposta di legge nazionale di cui sono firmatari “Norme in materia di prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica”. «Basta perdere tempo in polemiche che si basano su idee improvvisate: vogliamo - dicono - che l’esame della nostra proposta sia calendarizzato il più presto possibile, per poi essere portata all’attenzione del Parlamento. Nelle audizioni abbiamo sentito direttamente dagli agricoltori quanto il settore, già di per sé penalizzato su più fronti, non possa più attendere una soluzione. Allo stesso modo va preservata l’incolumità degli utenti della strada e degli abitanti dei nostri centri dalle invasioni degli ungulati. Si deve tener conto di questa urgenza e non di prese di posizione ideologiche basate su una condanna irrazionale e aprioristica della caccia, per proporre sperimentazioni di costose soluzioni sulle quali permangono dubbi di applicabilità su larga scala».

La proposta dei forzisti intende apportare modifiche alla legge 157 del 1992 con l’obiettivo di far sì che le Regioni gestiscano il controllo degli ungulati anche al di fuori dei periodi e degli orari oggi vigenti, affidando l’attuazione dei Piani di abbattimento ai cacciatori soci alle Riserve di caccia, coordinati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni pubbliche. «Bene le dichiarazioni di intenti espresse con le mozioni – continuano Nicoli e Piccin – ma per risolvere il problema è ora di fare sul serio: la gravità del problema è emersa in ogni regione. Da ricordare che, oltre agli ingenti danni causati all’agricoltura, persiste il pericolo incidenti: l’osservatorio Asaps, nel 2018, ha registrato in Italia 148 incidenti significativi col coinvolgimento di animali, nei quali 11 persone sono morte e 189 seriamente ferite. Un trend che purtroppo si conferma». —

Fra.Fa.

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