Nicoli e Piccin:«Subito misure per contenere la fauna selvatica»
«Basta rinvii: è tempo di affrontare il problema dei danni all’agricoltura e degli incidenti che vedono coinvolti animali selvatici». Lo affermano i consiglieri regionali di Forza Italia Mara Piccin e Giuseppe Nicoli osservando come l’invasione dei terreni agricoli da parte di cinghiali e di altri ungulati, nonché di corvi, colombi e volatili vari, non conosca tregua.
«Il problema, negli ultimi giorni, si è manifestato nell’Isontino – osservano i consiglieri azzurri -, ma ogni settimana le cronache dei quotidiani e le segnalazioni che riceviamo testimoniano di danni in svariate zone della regione. Non mancano le situazioni in cui cittadini si trovano di fronte a cinghiali di grandi dimensioni e gli incidenti restano frequenti».
Per Nicoli e Piccin sono «apprezzabili i recenti impegni assunti dalla giunta regionale per ricercare, con il coinvolgimento dei cacciatori, tutte le soluzioni possibili a contenere il problema, ma ciò non è sufficiente».
«Se la Regione - dicono i due consiglieri di maggioranza - già dispone di alcuni strumenti per intervenire, li metta in campo nel più breve tempo possibile, ma nel frattempo portiamo anche avanti la nostra proposta di legge nazionale: restiamo convinti che l’unica soluzione decisiva sia quella di coinvolgere maggiormente i cacciatori nella gestione della fauna selvatica, con una modifica della legislazione nazionale in materia. Va inoltre ricordato un aspetto - continuano Nicoli e Piccin-: la Corte di cassazione, nei mesi scorsi, con una sentenza ha escluso che l’attività di controllo della fauna selvatica comporti per la Regione l’obbligo di recintare le riserve dedicate all’introduzione o prolificazione di specifiche specie, ed è invece in capo al privato, eventualmente, recintare la sua proprietà per auto-proteggersi».
La proposta di legge nazionale presentata dai forzisti, “Norme in materia di prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica”, attende ancora di essere discussa: intende apportare modifiche alla legge 157 del 1992 (“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”), con l’obiettivo di far sì che le Regioni gestiscano il controllo degli ungulati anche al di fuori dei periodi e degli orari oggi vigenti, affidando l’attuazione dei Piani di abbattimento ai cacciatori soci alle Riserve di caccia, coordinati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni pubbliche. «Occorre accelerare l’iter regionale – rilanciano Piccin e Nicoli - perché la nostra proposta possa giungere al più presto in Parlamento, dove dovrà essere adeguatamente supportata». —
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