Niente aria condizionata: l’ospizio “Culot” va in serie B

Fasiolo (Pd): «La struttura appena riaperta è classificata  nel profilo B con minori servizi» L’assessore Romano: «Al lavoro per l’accreditamento»
Bumbaca Gorizia 22_07_2019 Casa di riposo Culot con ala nuova © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 22_07_2019 Casa di riposo Culot con ala nuova © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Casa di riposo “Angelo Culot”: scoppia la polemica sull’assenza dell’aria condizionata nelle stanze e sulla sua classificazione nel profilo B.

A lanciare il sasso Adriana Fasiolo, consigliere comunale del Pd e medico di medicina generale. «A distanza di 4 mesi dall’inaugurazione della casa di riposo iniziano gli ingressi . Ma vi sono alcune criticità importanti che andrebbero assolutamente risolte e che mi preme evidenziare: la necessità di installare nelle stanze degli ospiti l’aria condizionata, essendo decisamente sconveniente per il benessere della persona la presenza di elevate temperature; l’ostacolo nell’accoglienza degli ospiti determinato dalla classificazione della struttura, inquadrata nel profilo B, secondo i criteri sanciti dalla legge regionale 670 del 14 aprile 2015».

A sentire Fasiolo, il profilo B prevede «l’accoglienza di persone che presentano bisogni sanitari di complessità medio-bassa associati a elevati bisogni socio-sanitari. L’inquadramento della “Culot” nel profilo B rappresenta una seria criticità in quanto gli ospiti che dovessero presentare necessità sanitarie anche relativamente comuni quali di ossigenoterapia a lungo termine (necessità temporanea di infusione di liquidi endovenosa) o farmaci per via endovenosa o medicazioni complesse, o gestione di stomie o disturbi comportamentali (Alzheimer) non sarebbero più accoglibili e dovrebbero necessariamente essere trasferiti in una struttura classificata nel profilo A o B comportamentale. Escludere, pertanto, dalla possibilità di accoglienza pazienti fragili che inevitabilmente possono presentare un aggravamento della loro condizione, anche a seguito di un ricovero per una situazione di acuzie, rappresenta una grave limitazione alle finalità della casa di riposo».

Da qui, la richiesta che è stata formulata - attraverso un’interrogazione - anche in Consiglio comunale. «Chiedo, pertanto, se questa amministrazione intenda adeguarsi al profilo A, analogamente a quanto di recente attuato dalla casa di risposo “Rosa Mistica” di Cormòns, al fine di dare necessarie risposte alla popolazione fragile qui residente e a non creare agli ospiti disagi determinati da obbligatori trasferimenti per l’inadeguatezza della struttura».

A rispondere a stretto giro di posta è l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano. Evidenzia di essere perfettamente a conoscenza della classificazione. «Semplicemente, la nostra casa di riposo è sempre ricaduta nel profilo B, ben prima i lavori che l’hanno trasformata in struttura per non autosufficienti. Stiamo lavorando perché ricada nel profilo A. Pertanto, la consigliera Fasiolo non deve preoccuparsi perché la strada è segnata e la nostra intenzione è proprio quella da lei auspicata». —



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