Niente folle a Sant’Anna nel giorno dedicato ai defunti

Le disposizioni sanitarie hanno  scoraggiato molti ma non tutti Il guardiano: «La gente viene ma magari distribuisce le visite sulle diverse possibili giornate»
Lasorte Trieste 31/10/20 - Cimitero di S.Anna
Lasorte Trieste 31/10/20 - Cimitero di S.Anna



L’autobus numero 10 delle ore 14 di ieri, che in passato, alla stessa ora dello stesso giorno, era pieno zeppo di gente, ieri era desolatamente poco affollato. È l’autobus che collega la città al grande camposanto di Sant’Anna. E non è la sola linea: Sant’Anna è toccata più volte quotidianamente anche dalle linee 8, 19, 20, 21, 23, 37, 40, 41 e 56. Sono numerose le linee di autobus che mettono in connessione la città dei vivi con quella dei morti. Solo che i passeggeri sono sempre meno.

Per l’addetto di Acegas posto all’ingresso monumentale ottocentesco del camposanto cattolico, con la sfilza di baracchini di fiorai, sempre più in crisi, disposti sul lato sinistro, davanti all’affollato parcheggio, «il calo dei visitatori dipende dal fatto che sono sempre meno coloro che visitano il caro estinto nella due giorni dedicata. Le visite sono diluite nell’arco di più giornate. Il primo novembre c’è stato un buon afflusso di visitatori. Anche stamattina sono arrivati in tanti, adesso sono pochini ma ci sta che entro le 17, ora di chiusura, arrivi ancora un bel po’ di gente. È una questione culturale». I viali che conducono ai campi sono tirati a lucido e le siepi ben potate: «Effettivamente – sempre l’addetto all’ingresso – in questi giorni è stato potenziato il servizio di pulizia, compreso quello delle toilette, che vengono igienizzate con maggiore frequenza». L’addetto del punto informazioni, disponibile a dare a tutti la collocazione giusta della tomba ricercata, tira un po’ il fiato: «È stata una mattinata di super lavoro». Anche se, come sottolinea l’addetto all’ingresso «sono lontani i tempi in cui annualmente potevano contarsi anche 40 mila presenze. Oggi forse sono la metà». Il motivo sta, oltre che in un cambiamento culturale fisiologico, nell’utilizzo di nuove forme di commiato: sono sempre più quelli che dopo la cremazione portano l’urna a casa o decidono per la dispersione delle ceneri. Unico neo di un normale pomeriggio uggioso, l’assenza del servizio navetta per invalidi e anziani: «È stato sospeso a marzo e mai più ripreso. Ma il mancato ripristino dipende dal Comune non da Acegas». —



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