«No a Cecchelin, tutelata la storia»

Giacomelli, Polacco e Dubs (Pdl) sulla decisione della Toponomastica

«Apprendiamo con soddisfazione la notizia della decisione dell’amministrazione comunale di non intitolare la nuova passerella sul canale di Ponterosso ad Angelo Cecchelin». Lo dichiarano il consigliere comunale del Pdl Claudio Giacomelli e i consiglieri circoscrizionali del partito berlusconiano Alberto Polacco e Roberto Dubs: erano stati proprio loro tre a sollevare pubblicamente alcune perplessità e a manifestare la loro contrarietà rispetto all’idea avanzata dal sindaco Roberto Cosolini di intitolare il nuovo ponte allo storico artista triestino.

«Spiace, tuttavia, ricordare – dicono Giacomelli, Polacco e Dubs - che senza il nostro intervento probabilmente si sarebbe concessa tale intitolazione che avrebbe rappresentato di certo un danno morale alla città e alla sua identità storica». «Auspichiamo quindi - proseguono i tre - che per il futuro si faccia più attenzione a tali questioni che non possono essere considerate marginali dal momento che la tutela della storia di Trieste rappresenta la condizione necessaria per guardare al futuro con serenità e con spirito costruttivo. E per tale fine non serve scomodare la commissione toponomastica ma è sufficiente un minimo di approfondimento che abbiamo ritenuto per primi svolgere».

 Quasi un mese fa Giacomelli, Dubs e Polacco avevano criticato l’ipotesi motivando così la loro posizione: «Cecchelin si è reso protagonista nel primo dopoguerra di un forte atto di delazione che ha portato all’uccisione da parte dei titini del suo stesso datore di lavoro fucilato e infoibato assieme ad altre 17 persone nell’abisso di Plutone nella notte tra il 24 e il 25 maggio 1945. L’eccidio fu compiuto dalla famigerata banda Steffè. Per questi fatti Cecchelin venne condannato nel 1948, a seguito di un regolare processo, a 5 anni di reclusione».

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