No al porta a porta: Aris e Centro guidano la protesta dei condomini

Le famiglie che risiedono nei palazzi
contestano il nuovo sistema di raccolta
Sono gli oltre 650 condomini di Monfalcone - un centinaio di quali concentrati nel centro città - gli enti che avranno maggiori problemi per la raccolta differenziata «porta a porta». E sono stati proprio i rioni con la maggior presenza di condomini a contrastare il nuovo sistema di raccolta. Mentre infatti il rione di Largo Isonzo, con prevalenza di villette, si è dichiarato tutto sommato in sintonia con il porta a porta (a parte qualche osservazione), ben più calda è stata l’accoglienza riservata al nuovo sistema dal rione Centro e da quello di Romana-Solvay dove proprio gli abitanti dei condomini si sono dimostrati i più decisi avversari del porta a porta. «Dove metteremo i rifiuti? Ce li dovremo tenere a casa?», hanno chiesto.


E più di qualcuno ha prospettato scenari con strade invase dai topi e ha minacciato « di prendere sulle spalle i rifiuti e scaricarli davanti alla casa del sindaco». Mentre il rione Centro aveva già dichiarato la sua contrarietà al sistema durante l’animata assemblea nel teatro Comunale. I condomini infatti si concentrano in maggior parte nel centro (via Duca d’Aosta, via Fratelli Rosselli, via san Francesco, via 25 Aprile e laterali) e spesso non hanno neppure uno spazio condominiale. Ma anche ad Aris San Polo (via Fermi, la parte finale di via Duca d’Aosta e via Primo Maggio, zona dell’ospedale) sono previste difficoltà. E poi c’è via Romana, che praticamente lungo tutta la sua prima parte è composta da condomini. Tutte queste realtà si sono quindi schierate contro la raccolta. «Abbiamo sempre detto che ogni condominio, per quanti correttivi si vogliano attuare, è una realtà a parte – spiega Oscar Piccini, presidente di Aris San Polo -. Il piano di Iris e del Comune è ponderato, particolareggiato quanto si vuole, ma non si possono considerare tutti i condomini uguale. Per esempio, nel mio condominio siamo orientati e non volere i cassonetti condominiali, ma a fare ognuno per sé. In altri condomini ci sono molti anziani, con ulteriori problemi per garantire lo smaltimento».



Comunque, ha specificato Iris negli incontri, proprio per i condomini ci saranno dei correttivi specifici. In primo luogo, per le case più grandi ci saranno i cassonetti condominiali, oltre ai semplici bidoncini. Verranno dati in comodato gratuito condominio e posizionati all’interno della proprietà privata, ma dovranno essere esposti la sera precedente al giorno della raccolta e ritirati subito dopo. Per la raccolta dell’umido, due le soluzioni previste: un secchiello marrone da 7 litri e un mastello da 25 (per i condomini fino a 5 famiglie), o un secchiello e un bidone carrellato (per almeno 6 famiglie). Per la carta, un mastello da 40 litri (fino a 14 famiglie) e un cassonetto (per oltre 15 famiglie). Per il secco residuo, sacchi gialli (fino a 9 famiglie) o un cassonetto verde (da 10 famiglie in su). Ci sono però realtà che non dispongono di spazi condominiali per le quali è prevista un’alternativa: speciali contenitori con chiave personale e personalizzata, fornita a ciascun residente. Mentre i condomini che non intendono utilizzare i bidoni o i cassonetti collettivi possono segnalare le loro esigenze all’ecosportello o al numero verde: a ogni famiglia sarà in tal caso fornita la dotazione individuale prevista per case singole.


Inoltre il Comune ha anche previsto il lavaggio periodico dei bidoni del rifiuto umido e del rifiuto residuo. Il bidone del rifiuto umido sarà lavato una volta al mese da marzo a ottobre e ogni 2 mesi nel resto dell’anno. Il lavaggio del cassonetto del rifiuto secco residuo sarà invece effettuato ogni 2 mesi. In entrambi i casi sarà effettuato subito dopo il loro svuotamento in giornate fisse che saranno comunicate al condominio.

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