No al “rospidotto” sul Vallone ma solo lavori di sicurezza contro la caduta dei massi

il caso
La statale 55 del Vallone sarà messa in sicurezza per evitare una nuova caduta di massi, ma non adeguata per garantire una migrazione senza rischi degli anfibi che a centinaia, tra fine inverno e inizio primavera, la attraversano per raggiungere il lago di Doberdò e riprodursi. E' quanto il Servizio geologico della Regione ha risposto all'Associazione ambientalista Rosmann di Monfalcone, che aveva riproposto il tema a fronte della progettazione degli interventi di sistemazione della strada e da anni battaglia per evitare che gli anfibi siano schiacciati durante la migrazione.
L'associazione sperava che, nell'ambito dei lavori di messa in sicurezza, si potesse trovare il modo di inserire anche dei «rospidotti», cioè mini-tunnel sotto il piano stradale utilizzabili dagli anfibi nel percorso tra i boschi, dove svernano, e il lago di Doberdò. «Non demordiamo, perché crediamo sia un'azione di civiltà, del resto già attuata in altre regioni italiane, come il Trentino Alto Adige», dice l'associazione, che aveva ripresentato in queste settimane la richiesta di intervento anche all'Anas e al Servizio lavori pubblici e infrastrutture e al Servizio biodiversità della Regione. E' del resto dal 2007, quando, allora nelle vesti di sezione monfalconese del Wwf, presentò assieme al Comune di Doberdò uno studio di fattibilità, che l'associazione torna in modo periodico sul problema.
E' invece annuale l'impegno dei volontari che armati di secchi raccolgono gli anfibi per traghettarli in modo sicuro oltre la strada statale. Il Servizio geologico della Regione, in qualità di Soggetto susiliario del Commissario straordinario delegato per l’emergenza maltempo di ottobre 2018, ha spiegato all'associazione di aver affidato la progettazione per un intervento di mitigazione del rischio idrogeologico da caduta massi lungo la strada del Vallone, in località Bonetti, nel Comune di Doberdò. Le opere in corso di progettazione si configurano quindi come reti e barriere paramassi poste al di sopra della strada, a circa 20 metri a monte della strada stessa, non interessando quindi il sedime stradale.
«Pur condividendo, personalmente, un’idea progettuale di sottopasso per la microfauna selvatica, in particolare anfibi - ha risposto alla Rosmann il responsabile del servizio, Fabrizio Fattor -, tale opera non può essere oggetto di realizzazione da parte del Servizio geologico, in quanto le nostre opere hanno finalità diversa e non prevedono in alcun modo interventi sulla carreggiata». —
La. Bl.
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