Nomadi: tra Regione e Comune polemica sul sito

Jacop stanzia 730mila euro per Pian del Grisa ma Dipiazza è convinto che possano esserci alternative
Via libera al finanziamento regionale di 730mila euro per la realizzazione di strutture d’accoglienza per nomadi. La conferma del contributo è arrivata da un accordo quadro sottoscritto ieri dal sindaco Roberto Dipiazza e dall’assessore alle Autonomie locali, Franco Jacop. Ma già si accende la polemica tra Comune e Regione sulle modalità di utilizzo della cifra stanziata e soprattutto sul sito. Secondo il primo cittadino, infatti, l’accordo ufficializza semplicemente la disponibilità finanziaria, mentre non chiude la partita né sulla scelta del sito né sulla tipologia di campo da costruire. Per Jacop, invece, l’intesa vincola l’amministrazione municipale al rispetto «delle finalità e delle località indicate nel progetto originario».


Cioè Pian del Grisa. «Nel testo si parla effettivamente di Pian del Grisa, ma solo perché quella era la zona prevista originariamente, in linea con le indicazioni del piano regolatore della giunta Illy – commenta Dipiazza –. Se domani però mi presentano una soluzione alternativa e decido di realizzare il campo in un’altra zona lo posso fare senza problemi. Lo stesso vale il passaggio da due campi ad uno solo. In un primo momento avevamo previsto di realizzare in Carso sia il villaggio per stanziali sia quello per i nomadi di passaggio, e per questo avevamo chiesto un contributo più alto, di circa un milione di euro. In seguito si è deciso di limitare l’intervento al campo di transito, obbligatorio se vogliamo uscire finalmente dalla situazione di illegalità, e la cifra è scesa a 730mila euro.


Ma non è che per questo rischiamo di perdere i soldi. Basterà comunicare la variazione alla Regione. Del resto con i finanziamenti funziona sempre così – conclude Dipiazza –. Esiste insomma la possibilità di calibrare la spesa». Di diverso avviso Franco Jacop. «Il finanziamento è stato concesso sulla base di un progetto, presentato in passato dal Comune, che prevedeva la realizzazione di due campi in una zona boschiva del Carso. Quel progetto – spiega l’assessore regionale – deve ora essere rispettato sia nelle finalità sia nelle località di realizzazione. La Regione non entra nel merito delle proposte, ma si limita a sostenerle finanziariamente. Il sindaco ha firmato un accordo che si riferisce alle proposte iniziali del suo Comune. Se deciderà di cambiarle, allora l’accordo dovrà essere rivisto. Ma a quel punto avrebbe fatto meglio a non sottoscrivere l’intesa di oggi (ndr, di ieri)». Presumendo che la scelta del sito non cambi, il testo dell’accordo indica anche le scadenze di massima per l’intervento a Pian del Grisa.


L’approvazione del progetto esecutivo dovrebbe avvenire entro marzo 2008, l’avvio dei lavori entro luglio dello stesso anno e la conclusione dei cantieri entro fine ottobre 2009. L’area interessata sarà di 12.500 metri quadrati e, per il campo di transito, sono previste cinque aree di sosta con acqua e colonnina di distribuzione dell’energia. Intanto, proprio per il campo di transito, spunta un’ ipotesi alternativa al Carso. A lanciarla mercoledì scorso in Consiglio comunale, durante l’animato dibattito organizzato dalla prima e sesta commissione, è stata Maria Grazia Cogliati. «So che il direttore dell’Azienda sanitaria ci sta pensando, e avrebbe un’idea – ha affermato l’esponente Ds e responsabile del secondo distretto sanitario –. Uno spunto che, nella vivace e a tratti tesa discussione tra consiglieri di maggioranza e di opposizione, è stato colto e non ha sollevato curiosità».


Ma esiste dunque davvero un’offerta, di fronte alle proteste di vari comitati e Comunelle, e all’invito del sindaco a fornire suggerimenti? «Io non mi pronuncio in maniera competente – risponde Franco Rotelli, direttore dell’Azienda sanitaria –, perché non conosco esattamente le esigenze, però siamo in possesso di un terreno abbastanza ampio, due-tre ettari o anche più, in località Campanelle, che volendo potrebbe essere preso in considerazione. Si tratta di un terreno agricolo che l’Azienda sanitaria ha nel suo patrimonio storicamente, per antico lascito. Se si ritiene che possa interessare, si provi a vedere». «Così su due piedi non posso dire se il terreno va bene oppure no, anche perché rischierei di allarmare senza motivo gli abitanti di Campanelle – risponde Dipiazza –. Mi portino le planimetrie e poi decideremo. Lo ripeto ormai da tempo: sono pronto a confrontarmi con chiunque abbia delle idee serie e realizzabili

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