«Non abbiamo ricevuto l’invito per la cerimonia dei deportati»

RONCHI DEI LEGIONARI. «Nessun invito è pervenuto alla segreteria dell’istituto comprensivo da parte del sindaco, Livio Vecchiet, al fine di garantire la presenza degli alunni della scuola secondaria di primo grado alla cerimonia in memoria dei deportati avvenuta lo scorso 24 maggio».
Ecco la versione dei fatti data nei giorni scorsi e fornita a 4 giorni dalla commemorazione svoltasi a Ronchi dei Legionari, da parte dei vertici dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci. E se, da parte sua, il primo cittadino sottolinea come non sia stata l’amministrazione comunale ad organizzare la manifestazione, ma di aver lamentato, nel corso della stessa, l’assenza degli alunni, la sezione cittadina dell’Associazione nazionale ex deportati rilancia mettendo in luce come un invito scritto fosse stato portato per tempo alla segreteria della scuola. Che, invece, rimarca la sua posizione, sottolineando come siano stati svolti diversi controlli nella posta elettronica ufficiale dell’istituto comprensivo, senza riscontro alcuno. In una nota, poi, si richiama al fatto di come la dirigente, dottoressa Silvana Schioppa, si sia fortemente meravigliata da quanto riportato dal sindaco Vecchiet e dalla presidente dell’Anpi, Maria Cuzzi. «A fronte di una costante collaborazione e partecipazione avvenuta negli anni, come anche confermato dallo stesso primo cittadino ronchese – osserva una portavoce delle realtà scolastica cittadina – subire osservazioni gratuite senza prima porsi delle domande o capire, anche attraverso una semplice telefonata, le motivazioni dell’assenza, che non è stata sicuramente per mancanza, è deprimente e non è in linea con il nuovo spirito della buona scuola».
La stessa vuol poi ricordare che i docenti dell’istituto comprensivo di Ronchi dei Legionari abbiamo sempre fattivamente collaborato anche a diffondere, non solo attraverso l’aggiornamento delle famiglie, sulle iniziative del Comune e ciò anche mediante la sensibilizzazione delle stesse alla partecipazione fuori dagli orari scolastici. «Niente è stato pianificato, concordato e annunciato, come dichiarato dal sindaco – continua la portavoce della scuola – tanto che nessun invito è arrivato alla segreteria e nemmeno uno personale alla dottoressa Schioppa a fronte di una manifestazione così importante come quella di piazza Oberdan dello scorso 24 maggio. Il sindaco Vecchiet e la presidente Cuzzi, forse, non sanno che ogni uscita con gli alunni va pianificata e programmata, soprattutto in base agli impegni didattici che alla fine dell’anno scolastico sono inderogabili e cospicui. Pertanto, la prossima volta, per assicurarsi la presenza degli alunni della scuola secondaria di primo grado – conclude – sarebbe opportuno verificare che gli stessi siano stati anche invitati».
Una querelle che, per il momento, non sembra sopirsi. La presidente dell’Aned, Ada Bait, non commenta. Afferma solo di essere sicura che un invito cartaceo sia stato portato da un membro del direttivo nella sede della scuola media Leonardo Da Vinci ed auspica che ogni frizione sia ben presto superata e si possa guardare avanti con maggior serenità, in uno spirito collaborativo che faccia partecipare gli alunni ai diversi momenti di commemorazione e di ricordo. Nessun commento nemmeno dal primo cittadino, il quale sottolinea, ancora una volta, come l’organizzazione di quella manifestazione non fosse in capo al Comune e come l’Aned abbia assicurato come tutti gli inviti fossero stati recapitati alla stregua delle iniziative passate. Il 24 maggio scorso, vale la pena ricordarlo, in piazza Oberdan erano stati ricordati i due rastrellamenti subiti da tanti cittadini ronchesi che, successivamente, erano stati condotti prima al carcere del Coroneo e, poi, nei lager nazisti. Il 24 maggio del 1944 furono arrestate 68 persone. Pochi giorni dopo, il primo giugno per la precisione, si “replicò” e nelle maglie degli aguzzini finirono anche 24 donne di ogni età. Vennero radunate nei pressi del Caffé Trieste, proprio nella centralissima piazza e, quindi, caricate su alcuni camion con destinazione Trieste e, poi, la Germania.
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