Non aveva firmato su due liste diverse elettore assolto, il caso non è chiuso

Non aveva sottoscritto due liste. La firma autentica era quella apposta sulla formazione a sostegno dell’allora candidata sindaco Suzana Kulier. A sciogliere ogni dubbio è stata la perizia calligrafica disposta dal Tribunale. La consulente Romina Casella, esperta grafologa, è giunta a queste conclusioni: «La firma sulla lista Alternativa per Monfalcone appartiene alla mano del signor Salvatore Ceriello, mentre quella apposta sulla lista Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, non appartiene alla mano del signor Ceriello, né è stata dissimulata dallo stesso». Si tratta della campagna elettorale del 2016, che aveva portato al governo cittadino l’attuale sindaco Anna Maria Cisint. Il 35enne partenopeo residente a Monfalcone, è stato assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Gianfranco Rozze. Lo stesso pubblico ministero, all’esito grafologico, ha richiesto l’assoluzione dell’imputato. Ceriello, dunque, non ha violato le disposizioni previste dalla normativa che all’articolo 93 del Dpr 570/1960 stabilisce il divieto di doppie firme. Il 35enne ha voluto affrontare il processo, affidandosi all’avvocato Sascha Kristancic, opponendosi al decreto di condanna penale del Gip, a fronte di una pena di 15 giorni di reclusione e 500 euro di multa. Opposizione con giudizio immediato.
All’epoca Suzana Kulier aveva autenticato la sottoscrizione di Ceriello sulla lista Alternativa per Monfalcone a sostegno della propria candidatura a sindaco, avvalendosi della carta d’identità del 35enne. Giuliano Antonaci, invece, aveva effettuato l’autenticazione “per conoscenza personale”, come previsto dalla normativa. Chiamati a testimoniare a processo, su richiesta dell’avvocato Kristancic, entrambi avevano confermato la regolarità delle proprie autenticazioni. Eppure le due firme attribuite a Ceriello erano chiaramente diverse, aveva rilevato il legale in dibattimento, richiedendo la perizia grafologica. Richiesta accolta dal Tribunale che aveva assegnato l’esame calligrafico alla consulente Casella. In aula la grafologa ha illustrato le conclusioni alla quale è giunta dichiarando autentica la sola firma apposta nella lista Alternativa per Monfalcone. L’avvocato Kristancic ha quindi rinunciato all’ascolto degli ulteriori testi richiesti e ammessi, Anna Maria Cisint, Mauro Steffè e Silvia Altran. Istruttoria chiusa, s’è aperta la discussione finale. Con il pm a proporre l’assoluzione, così come il difensore che ha chiesto anche di valutare la trasmissione degli atti in Procura in ordine alla posizione di Antonaci. Assoluzione dunque perché il fatto non sussiste, ma il giudice non ha accolto l’istanza del legale. L’avvocato Kristancic ha osservato: «Il mio cliente mi ha già incaricato di attendere le motivazioni alla sentenza e di sporgere eventuale denuncia per le irregolarità emerse a dibattimento. Fin da subito la Procura avrebbe dovuto disporre la perizia calligrafica, considerata l’evidente diversità delle due firme. Il pubblico ministero ha proposto l’assoluzione per il mio assistito, diversamente da quanto richiesto a seguito delle proprie indagini». Ha concluso: «Mi ha stupito il fatto che il giudice non abbia disposto la trasmissione degli atti in Procura. Un processo deve accertare la verità non solo nei confronti dell’imputato, di fronte all’emergere di altre irregolarità c’è l’obbligo di eseguire gli accertamenti».—
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