«Non siamo meteore, la sfida al Pdl continua»

Bandelli rilancia il progetto di Un’Altra Regione nonostante la “batosta” e l’esclusione dal Consiglio
Silvano Trieste 15/09/2009 Stazione Marittima, incontro con Franco Bandelli
Silvano Trieste 15/09/2009 Stazione Marittima, incontro con Franco Bandelli

TRIESTE. Il giorno dopo il deludente risultato elettorale, Franco Bandelli lo ha vissuto con «la solita serenità e tranquillità». I numeri non hanno premiato Un’Altra Regione ma il suo fondatore non molla: «Siamo convinti di aver realizzato un laboratorio politico pronto a dialogare con chi vuole farlo». Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a quel centrodestra che accusa Bandelli di avere messo in pista una lista di disturbo che ha fatto vincere Serracchiani. «C’è una parte del centrodestra che continua a fare finta che non esistiamo e che siamo un’invenzione di pochi intimi – attacca Bandelli –. E ogni volta che arrivano le elezioni ci addossano le colpe senza un minimo di autocritica». La coalizione che sosteneva Renzo ha perso, secondo l’esponente di Uar, «perché la sua classe dirigente non ha la capacità politica di avviare un confronto civile sui programmi e sulle idee. Invece abbiamo assistito da parte loro ad attacchi personali e politiche di bassissimo livello, esclusive e non inclusive».

Bandelli cita gli ultimi risultati elettorali chehanno visto il centrodestra perdere Provincia e Comune di Trieste, Muggia e Duino, oltre appunto alla Regione. «Si devono accorgere che esiste un nuovo centrodestra che non vuole essere egemone ma nemmeno fagocitato. Da parte nostra ci aspettiamo che lo capiscano e si comportino di conseguenza». Bersaglio principale delle critiche di Bandelli è il vicecoordinatore Pdl, Sergio Dressi. «Ci snobba, dice che la sconfitta di Tondo non dipende da Un’Altra Regione e parla di noi come di un partito familiare. Ma lui è il patrigno del Pdl che va cacciato, altro che presidenza dell’Aeroporto». Quanto al risultato di Un’Altra Regione, Bandelli ammette la delusione: «Ci aspettavamo di più, soprattutto in termini di preferenze a Udine dove avevamo quattro candidati forti». Il progetto però va avanti nonostante la battuta d’arresto. «Entro il 15 maggio convocheremo il direttivo e valuteremo le prossime strategie. Ma non siamo una meteora, siamo vivi e vegeti da più di due anni e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto – assicura Bandelli -. Anzi, entro pochi giorni inaugureremo la nostra nuova sede a Trieste». Quanto a Serracchiani, il candidato di Un’Altra Regione non si sbilancia: «La giudicheremo dai risultati già a partire dai primi cento giorni. Senza preconcetti». (r.u.)

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