Nostalgia falce e martello: a sinistra spunta la candidatura a governatore di Andolina

TRIESTE. Per la prima volta nella storia in Friuli Venezia Giulia, alle politiche della scorsa settimana sulla scheda elettorale non sono comparsi falce e martello. Una settimana dopo c’è già nostalgia se, in direzione regionale di Rifondazione comunista a Udine, i simboli tradizionale del comunismo sono ritornati sul tavolo accanto all’ipotesi di presentare una lista della sinistra radicale, con un candidato presidente da contrapporre a Renzo Tondo, Debora Serracchiani a al grillino Saverio Galluccio. Il nome? Marino Andolina.
Il tentativo delle politiche, con l’assorbimento delle forze di sinistra nel simbolo di Rivoluzione civile del magistrato Antonio Ingroia, non è andato a buon fine: in Fvg si sono raccolti 15mila voti alla Camera (2%), ancora meno al Senato, 11mila (1,7%), risultati ben inferiori alle soglie d’ingresso a Montecitorio e Palazzo Madama. «Inutile nasconderci – commenta il segretario di Rifondazione comunista Kristian Franzil –: l’operazione messa a punto con Ingroia non è stata confortante. Sembrava un’idea ragionevole e invece le cose non sono andate come avevamo sperato».
Fuori dal Parlamento, ancora una volta, Rifondazione e Comunisti italiani puntano a non rimanere esclusi pure dal Consiglio regionale. «Sappiamo bene che una parte del Pd faticherebbe ad accogliere all’interno della coalizione una forza che sia Rc o che sia connotata come sinistra», premette ancora Franzil. Di qui la riflessione aperta ieri sera, dopo un preventivo incontro venerdì a Monfalcone, su una doppia opzione: da un lato la costruzione di una lista civica, senza i simboli di partito, da proporre al Pd come alleato, dall’altro la formazione di un’aggregazione di sinistra, in primis con Rc e Pdci, in grado di puntare al 4% e dunque all’ingresso in Consiglio. In questo secondo caso, falce e martello, scomparsi dalla scheda delle politiche in Fvg, ritornerebbero a stretto giro di posta.
«Senza mascherare i simboli – prosegue Kranzil –, inseriremmo comunque persone indipendenti all’interno della lista. Tenendo ben presente anche il quadro nazionale. Siamo autonomi sul territorio, ma è evidente che non siamo fuori dal mondo». Prevalesse la soluzione solitaria, il candidato presidente sarebbe Andolina. Il medico triestino coinvolto nell’inchiesta sull’utilizzo delle cellule staminali ha già manifestato la sua disponibilità a Rifondazione e sarebbe pronto a battersi pur sapendo che, causa il sistema elettorale in regione, non troverebbe posto in Consiglio in caso di arrivo, come probabile, dal terzo posto in giù nella classifica dei candidati presidente. (m.b.)
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