Nove punti in aula Delibere di bilancio e Casa Pound
/STARANZANO
Una mozione “di condanna” sarà presentata da tutti i gruppi consiliari di maggioranza, Sara Paronitti (Pd), Alessia Banci (Staranzano partecipa), Paolo Barbana (Insieme per Staranzano) e Matteo Negrari (Sinistra per Staranzano), su quanto avvenuto il 4 agosto scorso con l’irruzione di un gruppo di Casa Pound e sulle affermazioni del consigliere regionale Antonio Calligaris nell’aula del consiglio regionale durante la seduta della VI Commissione. Il documento è uno dei 9 punti all’ordine del giorno del consiglio di Staranzano convocato per domani alle 18.30. Verranno illustrate dall’assessore ai Servizi finanziari Flavio Pizzolato alcune delibere di bilancio, fra cui la presa d’atto del Piano Economico Finanziario e la conseguente approvazione delle tariffe Tari per il 2020, ma soprattutto il Documento Unico Programmazione 2021-2023 che traccia le linee dell’ente per il prossimo triennio. L’assessore all’Urbanistica, Manuela Tomadin, presenterà le Direttive per la predisposizione della variante al Piano regolatore comunale tenendo conto anche dei suggerimenti emersi dagli studenti con il Workshop Integrato di Progettazione (WIP) della scorsa settimana del Corso di Laurea Magistrale in Architettura al Polo Goriziano dell’Università di Trieste con sopralluoghi e proposte per una rilettura e riqualificazione delle aree del centro di Staranzano. Intanto resta la polemica tra maggioranza e opposizione per l’arrivo in ritardo dei documenti relativi ai consigli comunali. «Il sindaco Marchesan su nostra pressione – dice Massimo Bruno, capogruppo di “Staranzano al centro” – ci ha promesso che farà tutti i passi necessari per modificare il regolamento affinché il materiale arrivi a tutti i consiglieri contestualmente alla convocazione del consiglio. Vediamo se alle parole seguono i fatti. Abbiamo il sospetto che questo andazzo di non mandare i documenti venga fatto apposta a nostro svantaggio, non permettendoci di approfondire gli argomenti in discussione. E allora bisogna cambiare».—
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