Nuova tassa sulle barche ma arrivano gli “sconti”

TRIESTE. Entrerà in vigore il primo maggio la nuova tassa sulle imbarcazioni da diporto, che nei mesi scorsi aveva scatenato una vera e propria rivolta nel settore della nautica, sia tra gli operatori del settore che tra numerosi diportisti. La nuova versione della legge allevia non di poco il peso previsto in principio sui possessori di barche superiori ai 10 metri: le tariffe sono state ridotte dal 50% al 90%.
I gestori dei marina, che in dicembre avevano paventato un danno turistico di due miliardi di euro a fronte di 200 milioni provenienti dal tributo, possono finalmente tirare il fiato. Non a caso a fine febbraio la relatrice del decreto legge sulle liberalizzazioni, Simona Vicari, aveva dichiarato che si trattava «di una modifica per evitare la fuga dai nostri porti». A pochi giorni dall'attuazione del tributo, però, Capitanerie di porto e Agenzie doganali attendono da Roma le circolari di regolamentazione.
«La norma sarà attiva dall’inizio di maggio - spiega l'Agenzia delle entrate del Friuli Venezia Giulia - ed è probabile che le fonti normative secondarie escano a ridosso del primo maggio».
Le modifiche alla tassa
Uno dei provvedimenti adottati, tra i più richiesti dal settore nautico durante la protesta, è l’esenzione degli stranieri: tedeschi, austriaci e cittadini dei Paesi dell’Europa Orientale, che spesso utilizzano i porti italiani come base per le loro imbarcazioni, non dovranno sborsare un euro. Infatti la tassa non è più basata sullo stazionamento ma sulla proprietà. Interessa quindi soltanto gli italiani, che dovranno pagare un importo annuale. Poche le scappatoie: sono soggetti al tributo anche i proprietari di barche battenti bandiera straniera, rimessate a terra o all’estero.
La barca come “casa” La legge viene incontro invece a chi di andare per mare non può proprio fare a meno. «La tassa è ridotta alla metà per le unità con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia», spiega il comma terzo dell’articolo 16 del decreto. Saranno esentate anche le barche di nuova immatricolazione nei primi due anni.
Riduzioni per la vela
Le barche a vela saranno le meno tartassate dall’imposta. Scafi fra i 10 e i 12 metri pagheranno 400 euro anno, laddove se fosse entrato in vigore il testo di dicembre avrebbero dovuto versare oltre 900 euro nelle casse dello Stato. All’altro estremo della forbice, gli scafi a motore come propulsore principale fra i 20 e i 24 metri pagheranno 2mila 200 euro invece di sborsarne quasi 5mila e 500. La vela potrà usufruire anche di riduzioni in base all’età della barca. In questo caso i risparmi sono ancora più significativi: ad esempio uno scafo fra i 17 e i 20 metri con più di 15 anni costerà al proprietario 712 euro invece dei 3mila inizialmente previsti.
L’applicazione
Che la tassa entri in vigore a maggio ormai è legge. Manca però ancora qualche aggiustamento. «Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità e i termini di pagamento della tassa - recita il testo del decreto -, di comunicazione dei dati identificativi dell’unità da diporto e delle informazioni necessarie all’attività di controllo». Secondo fonti interne alle Capitanerie e alle Agenzie di dogana, però, Roma non ha ancora provveduto. Secondo l’Agenzia delle entrate del Friuli Venezia Giulia, però, è probabile che escano a ridosso dell’entrata in vigore.
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