Nuove analisi all’ex discarica Spesa lievitata di 15 mila euro

Affidato alla Multiproject di Gorizia l’appalto delle verifiche chimiche del percolato Per il ripristino del sito il Comune aveva sbloccato 275 mila euro di fidejussione
Bonaventura Monfalcone-13.08.2019 Ex discarica-Via Monte Sei Busi-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-13.08.2019 Ex discarica-Via Monte Sei Busi-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

/RONCHI

Una spesa maggiorata, fino a quasi 15 mila euro. È quella che sarà impiegata dall’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari che, alla Multiproject di Gorizia, ha affidato l’appalto per il servizio di monitoraggio ed analisi chimiche su percolato nell’area dell’ex discarica di via Monte Sei Busi.

Considerata la necessità di procedere a indagini più accurate e di intervenire sui pozzi di percolato, la municipalità ronchese ed il Servizio problematiche ambientali hanno deciso di aumentare il badget a disposizione, nella consapevolezza che l’operazione debba essere condotta con il massimo scrupolo e con l’obiettivo di arrivare al risultato finale. Un’operazione che si concluderà con l’elaborazione di una documentazione tecnica che darà modo di capire quale sia la situazione in cui versa la struttura che si trova nel rione di Vermegliano.

L’appalto è parte integrante di un più vasto progetto che ha quale obiettivo quello di arrivare, definitivamente, alla chiusura, al recupero ed al ripristino dell’area dove, fino ad alcuni anni fa, funzionava la discarica per materiali inerti.

La vicenda della discarica di Vermegliano è lunga e complessa. All’inizio degli anni 2000 era stato segnalato un andirivieni sospetto di numerosi autocarri, specialmente durante la notte, provenienti dalla Lombardia. La Polizia locale, allora, aveva scoperto che quei camion trasportavano residui di alcune concerie. Materiale altamente nocivo che, pochi mesi dopo, tra il 2002 e il 2003, aveva spinto il Corpo forestale regionale a sequestrare il sito. La municipalità ronchese, nei mesi scorsi, ha sbloccato 275. 606 euro di fidejussione per il ripristino vero e proprio della discarica, secondo le specifiche disposizioni di legge e in attesa dell’esito dei vari monitoraggi effettuati nel tempo. Fino ad oggi, per i diversi monitoraggi e le diverse verifiche, sono stati utilizzati 65. 400 euro. La discarica è ancora “viva”, ovvero il suo ventre “lavora”, ma non esiste pericolo di inquinamento del suolo, né, fattore ancor più importante, della falde acquifere sottostanti.

«La discarica, va ricordato – ha detto l’assessore Elena Cettul – non è funzionante e negli anni passati abbiamo già provveduto a far installare dei piezometri e a far eseguire una tomografia elettrica per comprendere in che stato sia attualmente l’area». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo