Nuove pietre d’inciampo La cerimonia dell’Anpi prevista per il 24 maggio

Luca Perrino / RONCHI
Quella del 24 maggio sarà una data importante per Ronchi dei Legionari. Legata al maggio del 1944, quando ebbero inizio i rastrellamenti che coinvolsero centinaia di persone. E il 24 maggio l’Aned installerà altre pietre d’inciampo nella cittadina. Intanto è la presidente dell’Anpi, Marina Cuzzi, a fare alcune riflessioni sul 25 aprile appena trascorso. «Siamo ancora nel vivo del dramma della pandemia, causa di tante dolorose perdite, anche nella nostra città. L’Anpi – ricorda Cuzzi – ha inteso inviare un messaggio di speranza ed un augurio di buona festa della Liberazione a tutti i ronchesi ed a coloro che in vari e diversi modi si spendono per mantenere la memoria dei valori e degli insegnamenti che animarono, dopo l’8 settembre 1943, il riscatto dell’Italia e la sua ricostruzione».
L’Anpi, nel ricordare queste pagine di storia difficile, sofferta, crudele, non «celebra né accredita falsi miti, non l’ha mai fatto» e questa sarà sempre la sua condotta. «Abbiamo sempre riconosciuto, con orgoglio e consapevolezza, che l’epopea della Resistenza fu ribellione e movimento di un intero popolo, di uomini e di donne di ogni estrazione sociale e professionale, di ragazzini alle volte, di militari che, sfidando la legge marziale, si misero al fianco degli insorti. Un’umanità complessa e complessiva che in ogni modo possibile si oppose con fermezza al regime di terrore e di oppressione imposto e praticato dal nazifascismo. Importante e determinante fu l’appoggio delle truppe alleate con uomini, mezzi, strategia militare. Nei cimiteri di guerra sparsi per l’Italia numerose sono le lapidi di questi ragazzi venuti da lontano e qui morti per liberarci dalle dittature. Noi li onoriamo e li consideriamo nostri caduti».
Cuzzi sottolinea come in un momento così duro e difficile per il nostro Paese il 25 Aprile può aprire uno spiraglio alla speranza del ritorno ad una vita normale ed un insegnamento. —
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