A Trieste la posa delle nuove pietre d’inciampo: «No all’antisemitismo»
Iniziato l’itinerario in undici tappe per ricordare le vittime della Shoah. Il rabbino Meloni: «L’antisemitismo non è stato ancora sradicato»

«Si pensava che con il tempo le cose fossero cambiate e la piaga dell’antisemitismo fosse stata sradicata. Ci siamo accorti che non è così. Per questo la cerimonia di oggi è ancora più importante». Così il rabbino Meloni ha aperto la giornata dedicata alla posa delle nuove pietre di inciampo a Trieste, per ricordare le vittime della Shoah.
Le stolpersteine del 2026 sono dedicate a donne e uomini che nella maggior parte dei casi sono stati arrestati a Trieste e poi deportati a Auschwitz dove sono deceduti in date non certe. Una è per Zoe Lust, sopravvissuta alla Shoah e morta nel 1991 a Trieste.
Le pietre d’inciampo sono dei piccoli blocchi di ottone, della dimensione di un sanpietrino (10x10 cm), che vengono incastonati nel marciapiede davanti all’ultima abitazione nota. Nella parte superiore riportano un’incisione con il nome, l’anno di nascita, data e luogo di deportazione e morte, quando sono noti; ogni pietra vuole essere un “inciampo” emotivo, pensato per far riflettere e ricordare le vittime dell’Olocausto.

Le cerimonie
La prima è iniziata all’interno del Ghetto Ebraico, in via delle Beccherie 14, con i saluti delle autorità, seguita dalla posa della pietra d’inciampo dedicata a Emilia Levi Caimi (Corfù 1872 – Auschwitz data ignota).
Subito dopo, a pochi metri di distanza in via delle Beccherie 15, sono state installate sei pietre dedicate a Vittorio Haim Cesana (Corfù 1887 – Auschwitz data ignota) e ai figli Matilde (Trieste 1917 – Auschwitz data ignota), Armando Menachem (Trieste 1919 – Auschwitz data ignota), Davide (Trieste 1920 – Auschwitz data ignota) e Sara (Trieste 1935 – Auschwitz data ignota), tutti deportati ad Auschwitz e non sopravvissuti alla Shoah, e al quinto figlio Samuele Cesana (Trieste 1924) di cui non si conoscono né il luogo né la data della morte.
La terza cerimonia si è svolta in via di Cavana 13 con la posa della stolpersteine per Francesco Zizich (Monopoli 1923 – Trieste 2008), seguita in piazza Venezia da quella per Nora Richetti (Trieste 1892 – Auschwitz 1944). In via Roma è stata posata la pietra per Zoe Lust (Trieste 1906 – 1991), mentre in via del Lavatoio sono state ricordate Irene Randegger Gerussi (Trieste 1865 – Auschwitz data ignota) e Maria Luigia Gerussi (Trieste 1892 – Auschwitz data ignota).
La sesta cerimonia si è conclusa in via della Zonta con le pietre dedicate a Paul Hahn (Praga 1879 – Auschwitz data ignota) e Angela Wodička Hahn (Pisek 1888 – Auschwitz data ignota).
Dopo la pausa, le cerimonie riprenderanno con le pietre per Rosa Mustachi Mustacchi (Corfù 1853 – Auschwitz 1944) e Giuseppe Mustacchi (Trieste 1894 – Auschwitz data ignota), seguite in viale XX Settembre 27 dalla pietra per Clotilde Finzi (Trieste 1860 – Auschwitz 1944).
In via Tiziano Vecellio 9, saranno posate le pietre per Elena Amalia Gerstenfeld (Trieste 1920 – Auschwitz data ignota) e Gianfranco Gerstenfeld (Trieste 1944 – luogo e data ignoti).
L’undicesima cerimonia è prevista in via Molino a Vento 11 con la posa dell’ultima pietra d’inciampo per Giacomo Gerstenfeld (Trieste 1912 – Auschwitz data ignota), completando così le 20 installazioni.
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