Nuove zone 30 e più biciclette Un piano della mobilità “lenta”

Il Pums punta a proteggere le aree della città a “netta vocazione residenziale” Ce ne sarà una in centro tra le vie Boito, Matteotti, Sant’Anna e viale San Marco 



Nuove Zone 30, connessioni ciclabili e una nuova filosofia alla base del trasporto urbano locale sono gli assi portanti del Piano urbano della mobilità sostenibile per il territorio di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano.

Elaborato dallo studio Sintagma sulle indicazioni delle tre amministrazioni, il Pums è stato adottato dalla giunta monfalconese e da quelle di Ronchi e Staranzano e, dopo l’avviso pubblicato martedì sull’Albo pretorio dei tre Comuni, si è aperto il periodo di 30 giorni per la presentazione di eventuali osservazioni da parte di associazioni e cittadini.

Nella città dei cantieri il Pums punta a “proteggere” alcune aree a netta vocazione residenziale attraverso lo strumento della Zona 30, utile anche a favorire una mobilità lenta, di bici e pedoni, in sicurezza. Lo strumento prevede di crearne una in centro, tra via Boito, viale San Marco, via Matteotti e via Sant’Anna, delimitata da “porte” che, in analogia all’intervento già realizzato nel rione di largo Isonzo, si possono tradurre in passaggi pedonali rialzati, a segnalare l’ingresso in un’area residenziale. La nuova Zona 30 potrebbe però accogliere ed essere caratterizzata anche dal transito di una nuova connessione ciclabile, da viale San Marco al terminal bus ex Gaslini, all’Area verde e al polo dell’Isis Pertini, attraverso via Carducci, da trasformare a senso unico in direzione di Trieste. Un intervento che consentirebbe di ricavare sosta aggiuntiva, a servizio anche dell’area commerciale dell’ex Oviesse.

In centro viene ipotizzata un’altra grande Zona 30, però, compresa tra via Duca d’Aosta, via Oberdan-Plinio, via San Francesco-via Galilei e via San Polo, con un ampliamento a monte, nella zona di via Volta. A sud del canale de’Dottori, l’istituzione del limite di velocità di 30 chilometri all’ora in via Piave si profila come l’assaggio di una nuova Zona 30 compresa tra via dell’Istria, via Aquileia, via Cosulich, via Rossini. Pure in questo caso introdotta da azioni di mitigazione della velocità.

Una quarta area protetta si aggiunge infine tra via 24 Maggio e via San Giusto, al cui interno si trovano anche la primaria Battisti e la scuola dell’infanzia di via della Poma, in prospettiva servite dalla pista ciclabile lungo il sedime dell’ex ferrovia Fincantieri, assieme alle scuole di largo Isonzo e alla media Randaccio. Sull’asse di collegamento diretto con Ronchi si innesterebbe poi un percorso ciclabile lungo via 24 Maggio fino all’incrocio, da trasformare in rotatoria con l’ex Strada provinciale 11 tra Ronchi e Staranzano, cui, come percorso ciclabile, viene preferita via delle Volpi.

Il Pums si occupa, comunque, di fornire indicazioni anche sul completamento della rete ciclabile intercomunale, prevedendo la prosecuzione del tracciato lungo via Grado fino alla piscina comunale e oltre, fino a connettersi alla ciclabile che costeggia la “bretellona” e ai nuovi percorsi per le due ruote in direzione del centro di Staranzano. Viene delineato pure un possibile tracciato verso Trieste, dalla zona del Lisert almeno fino al Locovaz, e la connessione tra la stazione ferroviaria e il centro, utilizzando via Re Teodorico per arrivare a salita Mocenigo, porta peraltro del Parco tematico della Grande guerra e delle colline carsiche.

Il collegamento dall’Area verde e dall’ex Gaslini può già avvenire peraltro da via Tonzar, come spiega l’assessore alla Viabilità Massimo Asquini che ha ereditato il Pums dall’ex vicesindaco Giuseppe Nicoli, ringraziato dal sindaco Anna Cisint.

A integrare il disegno delle ciclabili c’è comunque pure una nuova connessione lungo via Sant’Anna verso il canale Valentinis, la cui pista ciclopedonale viene agganciata quindi a quella esistente lungo via Timavo. —

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