Nuovi medici di base lontani dal quartiere Residenti in allarme: «I disagi sono gravi»

Nel rione Aris San Polo Anconetta le segnalazioni da parte dei residenti si sono moltiplicate nel momento in cui è stata comunicata l’entrata in quiescenza di due medici di famiglia, che svolgevano attività in forma associata assieme ad un terzo collega in una sede in via Primo Maggio. Professioniste sostituite dall’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, nell’affidare in convenzione a tempo determinato il servizio di Medicina di base, al fine di garantire la copertura sanitaria. Si tratta di 3 mila pazienti “transitati” in egual misura numerica, alle due nuove e giovani dottoresse subentrate che hanno optato per un ambulatorio diverso da quello situato nel rione. Una collocazione in piazzale Salvo D’Acquisto, l’altra a Staranzano, quest’ultima in una sede già in disponibilità della professionista andata in pensione che operava su due ambulatori. È venuto meno dunque l’esercizio associato dei tre medici di base, considerato che attualmente vi opera il solo professionista rimasto in via Primo Maggio. Nè sarebbe servita l’offerta a titolo gratuito della sede da parte del proprietario al fine di mantenere l’organizzazione associata del servizio. Da qui sono scaturite le segnalazioni tra i residenti del rione, caratterizzato da numerosi anziani, in virtù del disagio legato agli spostamenti dei pazienti. La convenzione alle due dottoresse è a carattere provvisorio, in attesa che Asugi provveda ad istruire il concorso per l’assegnazione dei medici di base in forma definitiva, ossia a tempo indeterminato.
Si pone dunque un problema di spostamento, che soprattutto per la fascia più fragile dei residenti può rappresentare un effettivo disagio. Una “questione sociale”, quindi, fatta salva la copertura del servizio medico garantita dall’Azienda sanitaria e l’autonomia di un libero professionista in ordine alle scelte circa la dislocazione operativa nell’ambito del distretto. Le preoccupazioni tra i residenti non sono mancate. Della questione è stato investito il Comitato di rione, che ha richiesto un intervento da parte del Comune. «Siamo venuti a conoscenza della situazione e ci siamo informati con i residenti – ha spiegato il presidente Vittorio Franco –. La componente anziana nel quartiere ha il suo peso. La sede di via Primo Maggio è privata e la proprietà ne ha offerto l’uso gratuito, ma le scelte sono state diverse. Ho rappresentato il problema e richiesto l’intervento dell’amministrazione comunale affinché possa venire incontro ai cittadini che, specie gli anziani, dovranno sostenere uno spostamento maggiore rispetto a prima». Franco ha aggiunto: «Ciò che in termini generali sollecitiamo è di agevolare le forme di medicina di gruppo, una modalità che consente una serie di facilitazioni, come orari ampliati del servizio, l’intercambiabilità dei medici di base a coprire le assenze dei colleghi. Riteniamo importante che si spinga in questa direzione».
Messa al corrente del problema, il sindaco Anna Maria Cisint ha inviato una lettera all’Asugi, richiedendo quanto prima l’espletamento del concorso di affidamento degli incarichi definitivi. «Siamo stati informati delle difficoltà derivanti dalle nuove collocazioni dal presidente del rione e dai cittadini, che hanno manifestato il loro disappunto – ha osservato il sindaco –. Pur ringraziando Asugi per il tempestivo intervento volto a dare continuità al servizio assistenziale, chiediamo che sia indetto quanto prima il concorso per l’assegnazione degli incarichi a tempo indeterminato dei due medici. Considerando che l’impatto sociale determinato è rilevante per i cittadini del rione, chiediamo inoltre che nel bando venga specificato l’utilizzo di uno studio all’interno del rione per i due medici che entreranno in servizio».—
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