Nuovo allarme Covid: in Slovenia mancano dottori e paramedici

Negli ospedali di Lubiana previsto un aumento dei contagi. La rianimazione del Klincni Center: ci manca il personale
PHOTO: Matej Povše
PHOTO: Matej Povše

LUBIANA La Slovenia a fronte di una diminuzione di tamponi effettuati (984) nelle ultime 24 ore ha registrato 55 nuovi contagi da coronavirus, ma si trova a fronteggiare un’emergenza sanitaria e una pesante protesta.

La prima è costituita dalla mancanza di personale specializzato (medico e paramedico) in grado di gestire la nuova ondata di contagi nel Paese. Il capo dell'unità di terapia intensiva presso la Clinica per le malattie infettive del Centro medico universitario di Lubiana, Matjaž Jereb , ha spiegato che si prevede che il numero di infezioni aumenti nelle prossime settimane. « Siamo pronti. Se i numeri vanno oltre il potenziale, però sarà un problema - spiega il medico a Tv Slovenia - abbiamo piani su come aumentare il numero di letti. Tuttavia, non esiste un paese che potrebbe aumentare il numero di letti a tempo indeterminato». Secondo Jareb, sono stati preparati 16 letti di terapia intensiva presso il Centro medico universitario di Lubiana, mentre la clinica per le malattie infettive sta valutando la ristrutturazione del cosiddetto ospedale Covid e sta già lavorando in questa direzione, poiché stanno aumentando il numero di pazienti Covid e riducendo il numero di altri pazienti. Il problema principale, però, non è il numero dei posti letto, ma la mancanza di personale. «Stiamo affrontando una carenza di personale e ci saranno problemi. Anche se siamo dotati di 30, 40 posti letto per terapia intensiva, ma se non abbiamo personale medico adeguatamente formato per prendersi cura di questi pazienti, non andiamo da nessuna parte», ha avvertito il medico, spiegando che solo per un’assistenza standard h 24 in terapia intensiva servono 4 infermieri in più.

La protesta, invece, è quella dei ristoratori che da ieri sono costretti a chiudere i locali alle 22. La Sezione per l'ospitalità e il turismo della Camera di commercio di Slovenia si oppone a tale norma restrittiva. « Il settore non si è ancora ripreso dalla chiusura completa di marzo e aprile, e c’è ancora bisogno di incentivi per poter sopravvivere a questa crisi», spiega Blaž Cvar , presidente della sezione ospitalità e turismo. Sarà un colpo mortale anche per i migliori ristoranti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Riproduzione riservata © Il Piccolo