Nuovo corteo antifascista a Trieste. Intanto i fronti si insultano sui muri

Il movimento ha annunciato una manifestazione il 19 giugno

Gianpaolo Sarti

La Digos di Trieste non intende sottovalutare la manifestazione annunciata dal movimento antifascista, attesa tra una decina di giorni. Il corteo, organizzato per venerdì 19 giugno, secondo le intenzioni, dovrebbe partire attorno alle 18.30 dal Varco 1 di Riva Traiana. Tra le questioni che emergeranno, negli slogan e negli striscioni, figureranno certamente i temi del razzismo, delle migrazioni e della pace, in considerazione anche dei conflitti e delle tensioni al livello internazionale. Oltre che quelle locali.

La commemorazione di Grilz e gli scontri in Viale a Trieste, prime denunce ai manifestanti
Un momento degli scontri in viale XX Settembre tra neofascisti e antifascisti Foto Lasorte

Il percorso non è ancora stato definito ufficialmente: la Questura, che ha già contezza dell’evento, non intende vietarlo. E ciò perché è nella libertà delle persone poter manifestare. Ma potrebbe disporre alcune prescrizioni specifiche per ragioni di sicurezza.

Questo, naturalmente, tanto più alla luce dei fatti dello scorso 19 maggio, quando si erano verificati gli scontri in viale XX Settembre tra gruppi antagonisti e neo fascisti in occasione della commemorazione dedicata alla figura di Almerigo Grilz.

Non a caso il corteo si terrà proprio a un mese esatto da quella giornata. Con un’intenzione ben specifica: dichiarare il fermo “no” a qualsiasi forma di rigurgito che richiami l’estremismo di destra. Il neo fascismo, appunto.

Il pomeriggio del 19 maggio, infatti, i gruppi appartenenti alla sfera antagonista si erano presentati in viale XX Settembre proprio per contestare la commemorazione prevista in via Paduina dedicata al giornalista Almerigo Grilz, negli anni Settanta leader del Fronte della gioventù a Trieste e, successivamente, anche vicesegretario nazionale.

L’imminente corteo del 19 giugno, come detto con partenza alle 18.30 dal Varco 1 di Riva Traiana, è dunque foriero di nuove potenziali tensioni. La Digos, in questi giorni, sta monitorando la situazione.

Un clima evidentemente preoccupante che, nell’ultimo periodo, deve aver in qualche modo risvegliato una certa spinta alla radicalizzazione. Come peraltro si evince dalle numerose scritte che stanno spuntando qua e là in varie zone della città. In particolare lungo le strade del centro cittadino.

Non sarà sfuggito, ai più, l’imbrattamento delle pareti esterne di una delle sedi del Dipartimento di Studi umanistici, quella di via Baciocchi, piccola trasversale di via del Lazzaretto Vecchio. Come visibile all’inizio dell’androna, i muri sono lordati da frasi e da simboli inequivocabili, con anche sollecitazioni marcatamente violente.

Così pure nel resto del perimetro attorno alle Rive, come è chiaro nella vicinissima via Corti.

«Dispiace assistere a un imbrattamento del genere – osserva il direttore del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Trieste, il professor Massimo Degrassi – e questo indifferentemente dal colore politico». «Questi segni e queste scritte non sono accettabili – aggiunge – ritengono che il dibattito politico si debba tenere nelle sedi opportune nei toni e nei modi civili, non di certo sui muri. Ho già segnalato ciò all’ateneo. Le pareti, comunque, erano già state pulite più volte, ma poi le scritte sono riapparse. Chiederò un’ulteriore pulizia».

“Freee Palestine” o altri slogan di questo tenore, con tanto di “ritocchi” evidentemente per mano dei fronti opposti, sono comparsi soprattutto in viale XX Settembre e dintorni, via Paduina compresa.

 

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