Oculista goriziano stroncato da un infarto durante le ferie in Grecia

Paolo Grusovin stava nuotando nelle acque di Karpathos dov’era in ferie con la moglie. Aveva 76 anni. Per 27 anni ha lavorato al Civile

GORIZIA Fatali per Paolo Grusovin si sono rivelate le acque dell’isola di Karpathos (in italiano Scarpanto), dov’erano appena cominciate le sue vacanze assieme alla moglie Claudia e a un gruppo ristretto di amici. Un malore mentre nuotava, di cui al momento è impossibile stabilire la natura, ha messo fine alla vita dell’oculista goriziano. L’autopsia, fissata per oggi a Rodi, stabilirà con certezza la causa di morte. Quindi, occorrerà attendere qualche giorno per il rientro della salma in Italia.

Nato nel ’42, aveva 76 anni (compiuti il 5 maggio), Grusovin si era diplomato al liceo classico Dante Alighieri per poi laurearsi in medicina e chirurgia nel ’68 all’università di Ferrara; la specializzazione in oculistica era stata poi conseguita all’università di Siena nel ‘72. La sua attività era però già cominciata nel nosocomio di Udine nel ‘68 proseguendo dal ’72 nella “nostra” Aas per 37 anni: più nel dettaglio, Grusovin aveva lavorato all’ospedale di Gorizia per 27 anni e per altri dieci al San Polo di Monfalcone. Dal 2000 al 2002 aveva svolto anche le funzioni di primario. Raggiunta l’età pensionabile, il medico aveva però continuato a esercitare quale libero professionista nel suo ambulatorio del centro che aveva aperto 46 anni fa in corso Italia mentre da qualche tempo si era trasferito in corso Verdi.

Se di professione faceva l’oculista, Grusovin aveva però la passione per l’attività radioamatoriale e mostrava competenze notevoli sul funzionamento delle radio militari d’epoca. A tale passione aveva finito per unirsi il forte interesse e la profonda conoscenza per i fatti della Grande Guerra specie legati al territorio. Il padre di Grusovin, Antonio, già primario dermatologo a Gorizia, era stato ufficiale medico austriaco e di ciò Paolo andava particolarmente orgoglioso; ma la vocazione per la professione medica della famiglia si era manifestata anche nell’amato fratello di Paolo, Giovanni Diego, cardiologo a Gorizia scomparso prematuramente nel ’93 a soli 48 anni. La passione di Paolo Grusovin per il primo conflitto mondiale si era manifestata pure con l’aderenza all’associazione culturale “Isonzo”-Gruppo di ricerca storica nella quale era da poco entrato a far parte del direttivo. Colto, appassionato e cordiale, intellettualmente curioso, era sempre interessato a implementare le conoscenze nell’ambito storico.

Le sue competenze lo avrebbero reso senza dubbio prezioso nella realizzazione della mostra sulla Grande Guerra dal titolo “Dal Piave all’Isonzo: il fiume della memoria” che sarà inaugurata a fine ottobre, coordinata dal gruppo Isonzo. Negli ultimi tempi, non aveva mostrato problemi particolari di salute. Lascia nel dolore la moglie Claudia e le figlie Francesca (con Andrea) e Cristina (con Stefano) che hanno immediatamente raggiunto Karpathos.

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