Off-limits i bagni anche a San Giorgio Protesta in stazione

di Elena Placitelli
SAN GIORGIO
Bagni chiusi in stazione? «É una vergogna, manderò una lettera ufficiale di protesta a Rfi». Amaro in bocca per il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate, dopo l’ultima notizia da parte di Rete ferroviaria italiana, che dai primi di gennaio ha chiuso i bagni di sei stazioni del Friuli Venezia Giulia, tra cui quella di San Giorgio di Nogaro.
«Siamo letteralmente basiti per un provvedimento che costituisce un salto indietro della civiltà», dicono pure i viaggiatori, per bocca della portavoce del Comitato dei pendolari, la cervignanese Cristina Sartor.
Nell’elenco delle stazioni penalizzate dal provvedimento (Carnia, Cormons, Gemona, Tarvisio Bosco Verde, San Giorgio di Nogaro e Villa Opicina), il presidio ferroviario di San Giorgio di Nogaro spicca, insieme a quello di Cormons, per essere tra i più frequentati.
Rete ferroviaria italiana ha deciso di chiudere i bagni delle stazioni con meno di cinquecento viaggiatori al giorno. I calcoli non risulterebbero corretti proprio a San Giorgio di Nogaro, una di quelle stazioni che negli orari di punta vengono a dir poco prese d’assalto da studenti e lavoratori.
Ma il provvedimento di Rfi, che coinvolge tutte stazioni presidiate dal personale e pertanto attive a tutti gli effetti, è stato perfino applicato in maniera “morbida”, sulla base della normativa europea, secondo la quale si possono chiudere i servizi igienici delle stazioni con meno di mille viaggiatori al giorno. Sta di fatto che i numeri contano poco, quando in ballo c’è un servizio primario.
«È una cosa vergognosa – insorge il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate -. Non posso che esprimere tutta la mia amarezza per la disattenzione di Rfi nei confronti del nostro territorio, che con la sua stazione ferroviaria pesa non poco nel contesto dei trasporti, compresi quelli per i passeggeri. Impedire ai viaggiatori di usare i servizi igienici è come minimo una condizione di sottosviluppo».
Del Frate ricorda che la stazione di San Giorgio di Nogaro soffre da anni di un’altra lacuna: l’ascensore, costruito per far raggiungere i binari diversi dal primo agli utenti con valigie pesanti e portatori di handicap, non è mai entrato in funzione. Motivi che sommati inducono il primo cittadino a protestare contro Rfi.
La chiusura dei bagni ha naturalmente fatto arrabbiare i pendolari: «Sono esterrefatta», è l’unico commento che riesce a pronunciare la portavoce cervignanese, almeno in un primo momento: «Un passo indietro nella cività – aggiunge -. Il contenimento dei costi non può ignorare la più elementare della conquiste sociali, come il diritto a un servizio igienico. Non avere il bagno è poi discriminatorio nei confronti delle donne. Eppure, se i bagni non funzionano a bordo, dovresti poter chiedere al capotreno di far fermare il convoglio in stazione per usufruire lì del servizio. E adesso come la mettiamo? Non dovremo mica ridurci farla in strada?».
Anche perché in tal caso si può rischiare un multa davvero salata.
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