Oggi faccia a faccia col giudice all’ospedale di Palmanova

aquileia

Non si capacita di quello che ha fatto. Che a impugnare martedì sera quel coltello sia stata proprio la sua mano. Troppo grande il dolore che la consapevolezza gli ha gettato addosso. Un fendente alla base del collo, quasi certamente l’unico, e il respiro di sua moglie che si fa sempre più flebile fino ad arrestarsi per sempre. Una verità che pare impossibile accettare.

Livio Duca, chiamato a rispondere dell’ipotesi di accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale, non è nelle condizioni di affrontare l’incontro con il giudice delle indagini preliminari in tribunale. Ma sarà sentito ugualmente dal gip. Lo farà dall’ospedale di Palmanova dove nel frattempo il 66enne di Aquileia è stato trasferito, sempre piantonato dai carabinieri, dopo essere stato in un primo momento ricoverato nel reparto di Cardiochirurgia del Santa Maria della Misericordia di Udine.

È lì, infatti, che il gip Andrea Odoardo Comez si recherà questa mattina per la convalida dell’arresto e l’interrogatorio di garanzia. Un atto che era già stato rimandato dopo il responso dei medici che avevano visitato Duca mercoledì e che avevano stabilito il rischio di un nuovo attacco cardiaco. Un primo episodio era capitato la sera stessa dell’aggressione quando l’uomo, che stava per essere interrogato dal sostituto procuratore Maria Caterina Pace nella caserma dei carabinieri di Palmanova, aveva appreso che la moglie, Marinella Maurel, era spirata in ospedale. Ad assistere il 66enne ci sarà l’avvocato Irene Lenarduzzi, che ha potuto fargli visita soltanto ieri pomeriggio a Palmanova, mentre il sostituto procuratore Pace valuterà se essere presente o se interrogare Duca in un secondo momento.

Oggi, inoltre, sarà conferito dalla Procura l’incarico al medico legale, il dottor Carlo Moreschi, per l’esecuzione dell’autopsia, nella forma dell’atto garantito, sul corpo della 66enne uccisa dal marito al termine di una lite maturata forse per ragioni economiche.

Alla base del gesto potrebbe esserci un disagio psicologico, cresciuto nel tempo ed esploso dentro la sua mente alimentando paure e creando “mostri” senza che vi fossero riscontri reali. E in una persona già in difficoltà il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria è ipotizzabile che abbia influito negativamente ingigantendone i timori e offuscandone la lucidità.

La stessa Marinella si era resa conto del disagio del marito e aveva organizzato proprio per ieri mattina un incontro con un medico psicologo nella propria abitazione in corso Gramsci, dove martedì si è consumata la tragedia. Difficile sapere se sia stata questa decisione il fattore scatenante. Certo è, come ha confermato più volte il procuratore capo Antonio De Nicolo, che prima di martedì sera non c’era stato alcun segno che lasciasse presagire un simile epilogo. —



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