Ogni anno spese extra per pulire o aggiustare le strutture dei bambini

Marco Bisiach

Quello delle aree gioco prese di mira dai vandali è un fenomeno odioso ma, purtroppo, non isolato o nuovo, a Gorizia come altrove. Negli anni nel capoluogo isontino sono stati moltissimi gli scivoli, le altalene e i giochi in generale danneggiati o imbrattati da chi non trovava nulla di meglio da fare che sfogare la noia o la frustrazione sulle strutture collocate nei parchi pubblici. Uno dei casi più emblematici è stato, proprio lo scorso anno, quello della nuovissima area gioco realizzata nel rinnovato parco del Castello, rovinata (seppur fortunatamente in maniera non grave) praticamente ancor prima di essere inaugurata.

Appena installati, i giochi erano subito finiti nel mirino dei vandali – che evidentemente avevano approfittato della posizione defilata per entrare in azione –, e così il giorno della presentazione ufficiale era impossibile non notare gli spiacevoli segni lasciati dal passaggio dei maleducati. I giochi erano rimasti al loro posto, fruibili dai bambini, ma rovinati da scritte realizzate con bombolette spray o pennarelli, disegni, simboli assortiti e non sempre decifrabili come le tag, le firme dei writer. Il tutto sia sulle parti metalliche delle strutture, dove con un po’ di olio di gomito e soprattutto un buon diluente la rimozione non sarebbe stata impossibile, sia su quelle in legno, dove per riportare i giochi alla loro condizione originaria il lavoro da fare era inevitabilmente più lungo, costoso e impegnativo. Non solo. I vandali se la presero anche con i cestini dell’immondizia e con le panchine collocate attorno all’area gioco.

L’episodio amareggiò molto, ma purtroppo non sorprese troppo l’amministrazione comunale, fin troppo abituata a doversi rivolgere ogni anno alle imprese specializzate per riparare o spesso anche sostituire, con conseguente esborso, le strutture che dovrebbero servire solo a far passare qualche ora serena ai bambini, e che invece diventano la peggiore palestra per la maleducazione di pochi. –

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