Ok ai controlli anticriminalità per il Molo VII da “allungare”

L’Autorità portuale e la Trieste Marine Terminal spa hanno siglato ieri in Prefettura l’«intesa di legalità per l’ammodernamento e l’allungamento del Molo VII».

Il documento firmato alla presenza del prefetto Valerio Valenti, ricorda una nota, va in scia alle intese sottoscritte alla presenza del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini il 5 luglio per il Porto e l’area del Porto vecchio, e prevede una serie di «misure coordinate per verifiche e accessi ai cantieri a fini preventivi contro i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei lavori che saranno a breve avviati per adeguare il Molo VII».

L’iniziativa, spiega la Prefettura, prevede «l’intervento degli apparati statali, ordinariamente previsto per le verifiche antimafia negli appalti pubblici, nell’ambito di un’importante opera finanziata esclusivamente con capitali privati e realizzata da un soggetto privato». La Tmt ha infatti voluto che l’appalto e tutte le attività che ne seguono venissero portate «al vaglio di legalità sotto il profilo dei rischi di infiltrazione della criminalità organizzata e della prevenzione della corruzione». Soddisfatto il prefetto Valenti che, ha spiegato, ha avuto modo di «apprezzare la buona volontà di operatori pubblici e privati». «Abbiamo fortemente voluto il documento», ha detto il presidente della Tmt spa Federico Zerbini: «Le fasi dei controlli non saranno in dissonanza con l’interesse alla celerità dei lavori».—

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