«Ok ai vigilanti privati nei rioni Ma non si confondano i ruoli»

Il segretario nazionale del Sap Paoloni in visita alla Scuola agenti «La priorità? Il futuro degli organici della Polizia di Stato» 

IL COLLOQUIO

«Ogni strumento che può migliorare la sicurezza è ben accetto, purché ognuno mantenga il suo ruolo». Stefano Paoloni, segretario nazionale del Sap, il Sindacato autonomo di Polizia, a margine del suo incontro alla Scuola allievi agenti della Polizia di Stato “Vincenzo Raiola” di San Giovanni, non boccia le “ronde” delle guardie giurate nei rioni promosse dal Comune di Trieste, auspica però un rispetto dei ruoli: «L’esempio di un’iniziativa riuscita è l’introduzione degli steward negli stadi, dove si sono ridotti i costi a carico della collettività». Una delle priorità, nell’agenda del Sap, resta comunque la carenza di personale: entro il 2024 ci saranno 30 mila pensionamenti su un totale di 96 mila poliziotti: «Nei prossimi anni sarà necessario uno sforzo importante per mantenere inalterata la dotazione organica e anzi per implementarla, visto che c’è una carenza media del 20% della pianta organica. Tutto nasce dalle politiche degli anni passati, poco lungimiranti, che hanno creato una situazione che sarà difficile gestire». Le critiche principali di Paoloni sono quindi verso i precedenti governi, mentre il nuovo «ha risposto positivamente alle prime due prove con il decreto sicurezza e il decreto stabilità, dai quali emerge l’impegno che fino a qualche anno fa non c’era. Entro un anno entreranno in servizio circa tremila agenti e non ricordo che vi sia stata una immissione così importante di personale in tempi recenti».

Secondo il segretario nazionale del Sap positivo anche l’uso della tecnologia: «Teser e Bodycam sono strumenti fondamentali per la nostra professione e la tecnologia che avanza è opportuno utilizzarla al meglio. Penso anche ai droni, che possono essere molto utili». E in merito all’incontro con i nuovi agenti «mi sembra che si stia formando una nuova classe di agenti di polizia qualificata e preparata con persone che hanno scelto la professione come forma di servizio per il Paese». Non mancano comunque alcune criticità: «A volte abbiamo l’impressione che si perdano di viste le vere priorità, e penso ai nuovi distintivi, quando mancano i capi di vestiario per gli allievi e gli agenti».—

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