Olio finisce nell’Isonzo da una fabbrica slovena Scatta il piano d’allarme

Uno sversamento nell’Isonzo d’olio di lavorazione dall’impianto Salonit di Anhovo, in Slovenia, ieri pomeriggio ha fatto scattare il piano d’emergenza ambientale. E preoccupazione è stata manifestata a più livelli anche sul fronte italiano, nonostante da oltre confine abbiano prontamente informato (ancorché per le vie non ufficiali) che la situazione era sotto controllo.
Lo sversamento ha riguardato una quantità d’olio tutto sommato contenuta, ma comunque importante. Secondo quanto è stato possibile apprendere, si è trattato di circa 30 chilogrammi di liquido minerale. Intorno alla zona dell’incidente sono state posizionate delle barriere galleggianti di contenimento su due file. A una prima linea di “salsicciotti”, ne è seguita una seconda a distanza di 100 metri posizionata per catturare l’eventuale materiale che fosse riuscito a superare l’ostacolo primario.
A confermare la situazione, oltre ai vigili del fuoco, è stato l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Del Sordi. «Anche se in via non ufficiale, mi hanno confermato lo sversamento ma mi hanno assicurato anche che non è arrivato in Italia. Mi hanno detto che è stato subito contenuto con delle barriere specifiche e questo ci permette già di essere ottimisti e sereni. In ogni caso bisogna ricordare la presenza della diga di Salcano prima del confine con l’Italia. Eventualmente gli oli, che, va ricordato, sono più densi dell’acqua, rimarrebbero in superficie. L’acqua del bacino artificiale che viene rilasciata è, infatti, quella che si trova in profondità».
L’assessore Del Sordi aggiunge anche che da un confronto con i tecnici è emerso un ulteriore elemento che lascia spazio all’ottimismo. Sui social-network si era diffusa la psicosi per la potabilità dell’acqua del rubinetto. «L’indice di solubilità della sostanza oleosa di cui stiamo parlando è abbastanza basso e comunque rimane in superficie e, ripeto, l’olio è stato confinato dalle barriere. L’acqua che arriva nelle nostre case è di falda e ammesso anche che possa essere interessata, ma non è così, il problema si presenterebbe tra anni». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








