Oltre 300 firme per l’appello su Porto Vecchio

Etta Carignani, Sergio Bartole e Roberto Weber hanno sottoscritto la lettera di Cosolini
Foto BRUNI TRieste 17.03.12 Porto vecchio:magazzino n.6 e palazzine circostanti
Foto BRUNI TRieste 17.03.12 Porto vecchio:magazzino n.6 e palazzine circostanti

“Porto Vecchio: quale futuro?». La domanda, che fa da titolo alla lettera appello del sindaco Roberto Cosolini indirizzata ai candidati presidenti della Regione Friuli Venezia Giulia, trova diversi sostenitori. La raccolta di firme, che prosegue anche oggi dalle 17 alle 19 al Caffè del Teatro Verdi, ha superato ieri la quota “spartana” dei 300. Un’adesione trasversale fin dall’inizio che ha visto il sindaco affiancato da Roberto Antonione, ex deputato del Pdl e suo antagonista nella corsa a sindaco nel 2011. L’appello, che ha già trovato la riposta positiva della candidata del Pd Debora Serracchiani, chiede agli aspiranti governatori di esprimersi in modo chiaro sul futuro dell’area portuale di Trieste. Ovvero se debba rimanere Porto («in questo caso spieghi con quali risorse e con quali strumenti sarebbe in grado di superare gli ostacoli naturali, urbanistici e infrastrutturali che, a nostro modo di vedere, rendono impossibile in quell’area lo sviluppo della moderna portualità ed espliciti anche con quali risorse intenda far fronte alle previste e indispensabili opere infrastrutturali di ammodernamento del Porto Nuovo») oppure debba essere restituita alla città una volta per tutte («La riqualificazione urbana del Porto Vecchio, che è bene chiarire nulla ha a che fare con la speculazione edilizia - numerosi sono gli esempi in tutto il mondo, da Genova a Barcellona, da Sidney a Buenos Aires, dove il recupero del Porto Vecchio ha generato svariate attività pubbliche e private -, potrebbe garantire cospicue risorse, sulle quali oggi è difficile poter contare, da destinare alle opere necessarie per rendere moderno e competitivo il Porto Nuovo»).

Alle firme prestigiose (Claudio Magris, Federico Pacorini, Giovanni Perissinotto, Francesco Peroni) si sono aggiunte quelle di Sergio Bartole (già professore di diritto costituzione) Etta Carignani, Roberto Weber (presidente Swg), Antonio Sodaro (ex presidente e amministratore del Lloyd Adriatico). Marco Puntin (gallerista), Giulia Ciabatti (regista teatrale), Assunta Signorelli (direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste), Vittorio Piccoli (Lions Club Europa) e Paolo Tassinari (grafico). «Questo è un tema fondamentale per la città, che assiste al paradosso di un fronte mare unico in Europa quanto a potenzialità - si legge nella lettera - ma che da troppi anni, da Polis a Trieste Futura all’Expò fino a Portocittà, è diventato il simbolo delle occasioni perdute».

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