Omotransfobia Erman critica il ddl: «Si pensi piuttosto al dramma Covid»

Il referente regionale attacca anche la decisione di issare il vessillo arcobaleno  sul municipio di Staranzano: «Prima i diritti naturali»

L’ammainabandiera, perlomeno del vessillo arcobaleno, simbolo del movimento a difesa dei diritti Lgbt, dal municipio di Staranzano non sembra sia stato sufficiente a smorzare i toni della contrapposizione tra area di centrosinistra, che l’ha issata, e area di centrodestra, in modo abbastanza omogeneo paladina della famiglia “naturale”. Sullo sfondo incombe il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia, che prevede tra gli altri punti l’incremento di 4 milioni di euro all’anno del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, per finanziare politiche di prevenzione e contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno delle vittime. È quanto ritiene il responsabile regionale del Popolo della famiglia, Renzo Erman, che non manca di attaccare anche la decisione di issare la bandiera arcobaleno sul municipio di Staranzano. «Tutto ruota intorno al ddl Zan contro la cosiddetta omotransfobia: un fenomeno in Italia quasi sconosciuto – afferma Erman –, che nell’anno passato ha visto in tutto il Paese non più di una quarantina di segnalazioni all’Osservatorio istituito dal ministero dell’Interno. Segnalazioni che ovviamente devono poi essere verificate». Erman si chiede se «in piena emergenza Covid, mentre i contagi e i morti ricominciano a crescere e nel pieno di una drammatica crisi economica a causa della quale la conta di suicidi sembra non avere fine, la priorità sarebbe quella di varare un decreto dal chiaro impianto liberticida».

Un disegno di legge contro cui anche a Monfalcone si è scesi in piazza, aderendo all’appello del comitato #restiamoliberi, ricorda Erman che allarga il discorso alle possibili “derive” della procreazione assistita. Ossia alla possibilità che le coppie omosessuali ricorrano a madri surrogate per avere figli, vietato in Italia per qualsiasi coppia o singolo. Secondo Erman, «la realtà che si cela dietro il tentativo di approvazione del ddl Zan è proprio questa: far accettare culturalmente la superiorità della ristretta, ma economicamente potente, comunità Lgbt, per aprire la strada alla barbara pratica dell’utero in affitto per le coppie gay. Al consigliere Negrari rispondiamo: non basta decantare ritriti slogans di stampo obamiano per giustificare ciò che è sbagliato – conclude Erman –. Prima di qualsiasi presunto e artificioso diritto di una coppia omosessuale, esiste quello certo e naturale di un bambino ad avere una madre e un padre».—



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