Operaio morì folgorato Al vicepresidente pena di un anno e nove mesi

PORPETTO

Morì folgorato a 37 anni nel suo primo giorno di lavoro, dopo essere entrato in una cabina di trasformazione nel cementificio di Fanna. Martedì uno dei due imputati per omicidio colposo ha patteggiato. Donato Maggi, residente a Ragogna, era stato assunto a tempo determinato da un’agenzia interinale alla ditta Friul Montaggi srl di Porpetto come operaio e per la manutenzione impiantistica. L’infortunio sul lavoro avvenne il 7 agosto 2018. Il pm Federico Facchin ha contestato al titolare e al dirigente e responsabile del cantiere della Friul Montaggi la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni. Nessuna responsabilità, secondo la Procura, in capo al cementificio Buzzi. La ditta di Porpetto doveva fare un sopralluogo e prendere le misure per realizzare una struttura per rimuovere il trasformatore trifase. La rimozione era prevista il 16 agosto, sarebbe intervenuta una squadra di elettricisti del cementificio. Per gli inquirenti il responsabile di cantiere di Friul Montaggi, dopo aver smontato delle mattonelle dal pavimento, ha incaricato Maggi di smontare le coperture del trasformatore, che era ancora in tensione. Dionisio Trevisan, 70 anni, di Precenicco, vicepresidente di Friul Montaggi e responsabile del cantiere, ha patteggiato un anno, 9 mesi e 10 giorni di pena, con la condizionale. Assistito dall’avvocato Giuseppe Campeis, ha risarcito i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Marco Frigo, del foro di Padova: la ditta ha anticipato 200 mila euro. L’assicurazione non ha coperto finora la spesa. Ieri dinanzi al giudice Eugenio Pergola l’avvocato Frigo ha revocato la costituzione di parte civile.—

Riproduzione riservata © Il Piccolo