«Ora serve concretezza per dare risposte a oltre 4 mila utenti»
«È una grande notizia, ora però ci aspettiamo concretezza da parte delle istituzioni per dare risposta agli oltre 4 mila utenti che usufruivano della struttura». Federica Verin, portavoce del Coordinamento Nuova Piscina Terapeutica, sorride alla notizia del dissequestro di Acquamarina, arrivato a quasi due anni e mezzo dal crollo del tetto.
«Il primo passo fondamentale – spiega Verin – è un tavolo del Comune con l’Autorità portuale, il Demanio marittimo e il Coordinamento per rivedere la scadenza della concessione dell’area visto che l’attuale terminerà nel 2029 e dobbiamo ragionare su un investimento sulla salute che sia duraturo nel tempo. Poi, vista l’attesa di oltre due anni, ci aspettiamo un confronto e una condivisione sulla progettazione della nuova struttura che dovrà rispondere concretamente alle necessità in termini di servizi e di numero di utenti. Siamo rimasti in strada per un lunghissimo periodo e abbiamo raccolto oltre 8 mila firme già depositate, ora vogliamo una struttura adeguata da ogni punto di vista. L’amministrazione deve decidere se percorrere insieme questa strada».
Oltre 10 mila gli ingressi annui e le liste d’attesa erano particolarmente lunghe, dall’anno e mezzo per gli ambulatori ad un anno per alcuni corsi. «È giusto fare una riflessione su possibili spazi aggiuntivi – sottolinea Verin – anche alla luce di quelle che potrebbero essere le nuove necessità legate al long Covid». Un recupero di Acquamarina non esclude l’impianto in Porto vecchio, «anzi, vista la grande domanda da parte dell’utenza», conclude Verin. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








