Orari e ingressi “a rate”: le difficoltà delle famiglie verso il ritorno in classe

Molti genitori attendono ancora gli orari e le informazioni dai vari istituti di riferimento. Intanto le entrate e le uscite scaglionate mettono in difficoltà le famiglie con più figli. E a rischio sono anche le attività extrascolastiche, che devono fare i conti con il tempo libero ridotto. A due settimane dall’inizio della scuola mamme e papà sono alle prese con calendari da pianificare, mentre alcune società sportive registrano i malumori di chi, con gli orari delle lezioni cambiati, non potrà iscrivere i figli ai corsi. «La gestione di chi ha più bambini è a dir poco drammatica – sottolinea Valentina, una mamma –. Se i genitori lavorano, non è detto che possano gestirsi l’orario di lavoro sulla base di come le varie scuole si organizzano».
«Alla Filzi Grego sono usciti gli orari, mia figlia entra alle 8, l’altra alle 8.30, dovrò restare fuori mezz’ora – dice Alessandra – ad aspettare entrata e uscita». «Le mie figlie – racconta Lidija – entrano nello stesso ingresso, ma a 10 minuti di distanza. Non so cosa potrò fare in questi 10 minuti, e dovrò restare nei pressi della scuola come altri genitori presumo. Inoltre dovrei portare dietro anche il più piccolo che ha due mesi. Non sarà per niente facile». «Il mio piccolo va alla Morpurgo – dice Roberta – dove gli ingressi sono scaglionati. Inizialmente dovevano variare ogni settimana, ora abbiamo saputo che per tutto l’anno la sua classe entrerà alle 8.20, creando non poco disagio a mio marito, che inizia a lavorare alle 8, e a me, che lavoro su turni ma da tutt’altra parte della città. Dovremo coinvolgere i nonni, fortunatamente li abbiamo e sono disponibili anche per l’accompagnamento oltre che per il ritiro, ma è impegnativo in ogni caso».
«Alla scuola Suvich entrate scaglionate. E due cancelli diversi. Il punto dell’assembramento rimane comunque – commenta Valentina – perché molti genitori hanno due figli nella scuola, che entrano magari in due orari diversi. Tenendo presente che si può sostare solo in una piccola porzione di marciapiedi, con bora e pioggia saremo ammalati tutti molto presto. Inoltre le prime due settimane di scuola finiranno alle 12 e chi lavora si trova in estrema difficoltà. Chi può permettersi per due settimane di lavorare la mattina solo 4 ore scarse? La scuola va riaperta ma non credo che questa gestione cambierà di molto la situazione nei contagi. Teniamo le dita incrociate».
Per molte famiglie sarà difficile conciliare i nuovi orari con le attività sportive, ludiche o ricreative, che di solito venivano svolte nel pomeriggio. «Mio figlio è fortunato – precisa Veronica – perché judo inizia alle 16.30 e lui finisce alle 16, ma alcune classi finiscono alle 16.25. La media aveva ginnastica alle 16.10 e veniva portata direttamente da scuola dalle maestre, ma quest’anno, con uscite dalle 16 alle 16.35 sarà impossibile».
Una difficoltà confermata anche da chi gestisce le lezioni delle attività extra scolastiche: «Abbiamo fatto un sondaggio tra le famiglie – spiega Corrado Canulli, di Arteffetto Danza – tanti vorrebbero far tornare i figli da noi, ma non possono ancora organizzarsi perché mancano le informazioni sugli orari. Altre invece sono già delusi, perché se bambini e ragazzi finiscono tardi non riescono a seguire le lezioni, oltre al fatto che si riduce il nostro orario, in cui inserire i corsi. È qualcosa che mette in crisi il nostro settore, e nelle attività extrascolastiche l’indotto è grande. Si rischia un anno di sofferenza. Penso siano in difficoltà anche lezioni di musica, di lingue o il catechismo. Sarà complicato gestire tutto quest’anno. Inoltre molti ci dicono che dovranno appoggiarsi ai nonni, un controsenso, visto che sono una fascia a rischio. Forse il sistema del rientro a scuola andava organizzato meglio».
E c’è poi la preoccupazione di chi ancora non ha ricevuto orari o indicazioni sull’avvio dell’anno, un disagio che impedisce la pianificazione della quotidianità. «Alla Giotti e alla Stuparich – fa sapere un’altra mamma, Anna – siamo ancora in attesa degli orari per la prima settimana. Zero organizzazione, come se le famiglie avessero solo da portare i bambini a scuola e nient’altro da fare». Lamentano la stessa situazione anche i genitori di iscritti alla Dardi e poi a Saba, Rossetti, Collodi, Anna Frank, Canossiane di via Rossetti, e inoltre le famiglie di allievi dell’istituto comprensivo Roli e anche alcune con figli che frequentano le classi di Duino Aurisina e Muggia. «Ho due figlie – spiega un’altra donna – una alla materna Arcobaleno e l’altra inizia la primaria alla Foschiatti, quest’ultima ha il collegio docenti il 2 settembre, poi magari sapremo qualcosa. Dalla dirigente della materna sappiamo che verremo contattati per gli orari di entrata. Che ansia». —
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