Ordinanza-bonus, appello di Regione e Ater

Il Comune invece ricorrerà solo in via incidentale. Cattarini: «Ci difenderemo anche davanti alla corte di secondo grado»
Tiziana Carpinelli



Nei termini di legge Regione e Ater, con i rispettivi legali, hanno promosso atto di appello all’ordinanza pronunciata lo scorso 10 giugno dal giudice della sezione civile del Tribunale di Gorizia Laura Di Lauro. Giudice che aveva disposto l’inserimento nella graduatoria di 15 cittadini stranieri di nazionalità asiatica e 35 residenti bengalesi, in entrambi i casi esclusi per la mancata presentazione di documenti in grado di attestare l’assenza di proprietà immobiliari all’estero. La carenza documentale aveva negato l’accesso rispettivamente alla classifica per l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare e del bonus tagliaffitti. Sicché oltre un mese fa il giudice aveva qualificato la condotta di Regione, Ater isontina e Comune di Monfalcone «di carattere discriminatorio» e imposto l’immissione in graduatoria dei nominativi in questione. Nella «medesima posizione in cui sarebbero stati inseriti se avessero presentato i documenti richiesti dai bandi», cioè il numero 2 del 2019 dell’Ater e quello del 15 maggio 2020 pubblicato dall’amministrazione Cisint.

Il Comune, a differenza di Regione e Ater, non ha appellato nell’immediatezza. Mentre la controparte, con l’avvocato Riccardo Cattarini, ha già fatto sapere che «si difenderà anche davanti alla Corte d’Appello contro ogni discriminazione». Tuttavia, come riferito ieri dal sindaco Anna Cisint, l’ente «sostiene la difesa della Regione e a cascata, in via derivata, quella dell’amministrazione comunale, costituendosi nell’atto ora promosso dalla stessa Regione e promuovendo appello incidentale entro i termini previsti». «Posto che l’udienza fissata dalla Regione – prosegue – è in calendario il 1° dicembre abbiamo molto tempo ancora. Faremo tutto questo perché vogliamo tutelare i cittadini corretti, nei confronti dei quali la macchina amministrativa può svolgere tutte le verifiche. Quelli cioè che possono essere rivoltati come calzini. A differenza degli extra comunitari che invece possono raccontare “storie” e ottenere benefici economici come se ne avessero titolo, togliendoli ad altri». «Io – termina Cisint – dico “no” alla discriminazione al contrario sancita dall’ordinanza». Proprio a seguito del pronunciamento, a ogni modo, il Comune ha recentissimamente inoltrato 262 raccomandate ad altrettanti cittadini stranieri, richiedenti il bonus tagliaffitti in bando successivo a quelli oggetto di vertenza, per «ammetterli con riserva» nonostante la carenza documentale e l’iniziale «preavviso di rigetto».

Dunque Regione e Ater hanno appellato. Questo il commento dell’assessore regionale al Territorio Graziano Pizzimenti: «Andiamo fino in fondo. Terremo la posizione finché lo potremo fare: la nostra è una scelta politica di cui, e in maggioranza ne abbiamo parlato, siamo tutti fortemente convinti. Pertanto combatteremo e, se ci daranno torto, ci adegueremo». Il giudice Di Lauro, che nel contesto della sua ordinanza aveva altresì respinto sei istanze e ulteriori eccezioni o domande, compresa la richiesta di danni, aveva condannato la Regione al pagamento delle spese di lite.

Quanto all’Ater, il presidente Fabio Russiani, nel ribadire la condotta dell’organismo in conformità ai dettami regionali, ha confermato l’appello, peraltro già a suo tempo ventilato: «Ci rivolgiamo a diverso tribunale per vedere riconosciute le motivazioni per le quali si è adito a ricorso». —

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