Orlando ora lancia lo sportello dei docenti e anche per i ragazzi

Il Garante comunale per l’infanzia e l’adolescenza, Francesco Orlando, ha pensato sì a uno sportello di ascolto, ma dedicato a supportare gli insegnanti, «spesso le uniche persone in grado di ascoltare i ragazzi, ma sole di fronte alle sfide poste in essere dalla complessità sociale del presente». La proposta, inserita nella relazione semestrale illustrata nell’ultima seduta del Consiglio comunale, punta quindi a «creare uno sportello ascolto insegnanti per dare risposta alle istanze dei docenti e avviare quei percorsi necessari per intervenire laddove il ragazzo è in sofferenza».
Non è l’unica che Orlando ha avanzato, dopo il confronto avuto con il mondo della scuola, Azienda sanitaria, servizi sociali e un’altra serie di soggetti nel corso dell’ultimo anno. Proprio dal lavoro svolto è nata l’idea di un “tavolo di analisi”, pensato per essere un’occasione di dialogo e scambio di esperienze e modalità di azione tra operatori e servizi pubblici e privati, mondo del volontariato, associazioni che si occupano di persone di minore età. C’è poi il suggerimento di costruire una vera e propria conferenza programmatica sulle politiche per l’infanzia e l’adolescenza, partendo dallo status quo, per predisporre interventi a breve, a medio e a lungo termine rivolti alle persone di minore età.
Qualche azione il Garante la precisa già, come il monitoraggio sulle dipendenze da fumo, alcol, stupefacenti e gioco d’azzardo nei giovanissimi e il conseguente utilizzo di educatori di strada per coinvolgere i ragazzi in percorsi positivi, ma anche di attività formative di supporto ai genitori, «nel pieno rispetto della loro peculiarità e libertà educativa». Tra le proposte anche l’organizzazione di corsi d’italiano per stranieri rivolti ad adulti e a persone di minore età, per agevolare il processo di integrazione. Orlando torna però anche sulla possibilità di creare un luogo o un contesto in cui i giovanissimi esprimano le loro istanze, aspettative, proposte, senza cadere, però, in esperienze, come quella del Consiglio comunale dei ragazzi, che a Monfalcone sono state realizzate per esaurirsi in tempi abbastanza rapidi. «Penso piuttosto a un’assemblea dove bambini e ragazzi possano confrontarsi fra loro per imparare a dialogare in modo democratico – spiega il Garante comunale –. Un luogo per rapportarsi con l’istituzione Comune. Sì quindi a un Consiglio dei cittadini di minore età, ma senza riprodurre una copia, che diventerebbe brutta copia, del Consiglio comunale». Orlando, che con la relazione ha invitato tutte le parti politiche a essere vicine al Garante in quanto figura istituzionale, infine non ha escluso che si riesca ad avviare una possibilità di ascolto per le persone di minore età, con modalità da definire nel corso dell’anno. —
La. Bl.
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