Pagoda sigillata fino a domenica per 4 scontrini non emessi
Il portone attraverso cui si accede alla Pagoda da lunedì è sigillato. E lo resterà fino a domenica, giorno di riapertura del locale. Ad imporre la chiusura della serranda del pontile sul mare e del suo bar, simbolo di Lignano Pineta, è stato un provvedimento notificato dalla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, emesso a seguito dei controlli e delle numerose segnalazioni della Guardia di Finanza. La motivazione del provvedimento di chiusura è la mancata emissione dello scontrino fiscale per quattro volte consecutive nell’arco di un quinquennio. Ma, a pagare un conto salato a causa della mancata emissione degli scontrini, non è stata solo la struttura in concessione demaniale alla Lignano Pineta spa e gestita da Ciro e Valentino Manfredonia. Dall’inizio della stagione questo è il decimo caso. E altri nove sono appena stati denunciati all’Agenzia delle entrate.
Dall’inizio del periodo vacanziero a Lignano Sabbiadoro sono 430 le violazioni contestate. Per ogni singola trasgressione viene comminata una sanzione pecuniaria che arriva a 150 euro. Alla quarta scatta la segnalazione all’Agenzia delle entrate e la sospensione della licenza per un periodo che va dai 3 ai 6 giorni, determinando un impatto più significativo sull’impresa, h spiegato il colonnello Sergio Schena del Comando provinciale di Udine della Guardia di Finanza. «A Lignano operiamo con maggiore attenzione soprattutto durante l’estate - ha aggiunto - poiché diventa una città di 300 mila persone. In questo modo garantiamo una presenza assidua in tutto il territorio, nel quale si concentrano moltissime attività economiche. Le categorie che prevalentemente trasgrediscono sono gli esercizi pubblici: si tratta specialmente dei bar rispetto ai ristoranti. Inoltre, di concerto alle altre forze dell’ordine, svolgiamo una specifica attività di contrasto all’abusivismo commerciale. Il nostro monitoraggio è costante e i controlli sono specifici. Il trend di quest’anno è ordinario rispetto agli scorsi».
Insomma, anche in borghese il personale delle fiamme gialle piantona l’intera città. E ben poco margine di azione rimane ai furbetti che cercano di lucrare sulla vendita in nero. «Sapevamo già da gennaio che avremmo dovuto chiudere i battenti per questo periodo, ma abbiamo cercato di fare ricorso per spostare, perlomeno, le giornate: siamo in pieno agosto e quest’anno gli introiti hanno già sofferto abbastanza a causa dell’ondata di maltempo di novembre (che ha distrutto il pontile e fatto finire frigoriferi, affettatrici e vari prodotti in mare) prima, e il brutto tempo di maggio poi. Inoltre, i numeri dei turisti non sono più quelli degli anni passati: ha cpommentato amaramente Valentino Manfredonia, che gestisce la Pagoda assieme al padre Ciro. —
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