Pakistano cerca amici gradiscani e il web si scatena

Trascorre il tempo sotto il Leone. C’è chi lo vorrebbe cacciare ma domani si terrà un flashmob per lui

GRADISCA. Lancia una sorta di messaggio in bottiglia nel mare virtuale del web. E mette a nudo le spaccature dei gradiscani sulla questione dell'accoglienza ai rifugiati. Non avrebbe mai immaginato che un suo post potesse scatenare un bailamme di reazioni Shams Afridi, un 26enne pakistano accolto da un mese al Cara di Gradisca. Originario di Islamabad - ove lavorava come nutrizionista in un ospedale - ha scattato una foto al Leone di San Marco, monumento-simbolo di piazza Unità, pubblicandola su Facebook “Gradisca Immagini e Pensieri”. E corredandola di un messaggio tanto semplice quanto toccante: “Questo è il luogo dove trascorro la maggior parte del tempo. Vi prego di rispondere: sono solo, ho voglia di parlare con qualcuno”. Un messaggio in lingua italiana. Volutamente rivolto, dunque, ai gradiscani con cui ha cercato una relazione. Ben presto il suo post è divenuto però un caso in grado di mettere ciascuno, concretamente, davanti al proprio modo di affrontare i temi dell'accoglienza e della relazione con i richiedenti asilo. Le prime reazioni sono state infatti tutt'altro che incoraggianti per Shams: «Quello è un monumento e merita rispetto da parte di tutti – così Roberto -: sarebbe meglio se tu trascorressi il tuo tempo su una panchina. Sono sicuro che potresti godere del panorama ugualmente». Qualcun altro ha accusato il giovane di «bivaccare sugli scalini», «produrre rifiuti», “mancare di rispetto all'autore del monumento e a ciò che esso rappresenta». Ma in favore di Shams c'è stata una autentica levata di scudi: c'è chi si è chiesto se le natiche dei giovanotti autoctoni che si siedono lì la sera abbiano più dignità di quelle di un aspirante rifugiato, o se sia giusto che secondo questa visione “chiusa” i bimbi gradiscani possano giocare sui gradini ma non possa stazionarvi un cittadino pakistano che armeggia col suo smartphone. Questione, simbolicamente e non solo, non da poco. Chissà, la risposta sta probabilmente nel commento di Viviana: «La foto riprende molto bene il bassorilievo con la vittoria alata e la data del 4 novembre. Esattamente 97 anni dopo dovremmo apprezzare il tempo di pace in cui qui viviamo, e ricordarci che per altri popoli così non è». Il buon Shams, intuito di averla involontariamente fatta grossa, ha persino provato educatamente a scusarsi: «Non sapevo che non ci si potesse sedere lì». E infatti, non esiste divieto. Alcuni utenti hanno persino organizzato un flashmob, in programma domani alle 12.30, per andare a stringere la mano al ragazzo pakistano e dimostrargli la solidarietà di Gradisca.

Luigi Murciano

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