Infiltrazioni d’acqua: la palestra di Altura versa in condizioni critiche

La sicurezza degli atleti è la priorità assoluta e il calendario agonistico è saltato. Lodi: «Stiamo lavorando per risolvere la situazione»

Lorenzo Gatto

Quello che per anni è stato un problema latente, gestito con pazienza e spirito di adattamento dalle società sportive, è diventato nelle ultime ore un’emergenza non più rimandabile. La palestra Don Milani di Altura, snodo vitale per lo sport triestino, versa in condizioni critiche a causa di infiltrazioni d’acqua che hanno reso il parquet impraticabile. Se fino a poco tempo fa il problema si limitava alle aree sotto le balaustre, consentendo lo svolgimento delle attività grazie all’uso di secchi e asciugamani, l’ultimo peggioramento meteo ha spostato il problema direttamente sul rettangolo di gioco.

La sicurezza degli atleti è la priorità assoluta e, di conseguenza, il calendario agonistico è saltato: venerdì sera è stata sospesa la sfida tra Santos e Azzurra, seguita dai rinvii delle gare Under 14 e Under 17 della Servolana e di due match giovanili del Futurosa. Il fermo della Don Milani non colpisce una singola realtà, ma un intero ecosistema.

La struttura è infatti l’unica palestra omologata della zona capace di ospitare i campionati di società storiche come Servolana, Santos, Azzurra, Basket 4 Trieste, Futurosa, Pallavolo Altura ed Eurovolley. Senza questo spazio, decine di squadre si trovano improvvisamente prive di una casa per i match ufficiali. Le società sportive, pur segnalando da tempo la precarietà della copertura, riconoscono l’interessamento dell’amministrazione.

A tal proposito, l’assessore alle Politiche del Patrimonio Immobiliare Elisa Lodi ha voluto rassicurare l’ambiente sportivo: «Posso confermare che stiamo lavorando per risolvere questa situazione» ha dichiarato, sottolineando come l’attenzione sul caso sia massima. Tuttavia, il nodo resta la tempistica. Sebbene sia già previsto un intervento post-Carnevale, le due settimane che ci separano dai lavori appaiono come un’eternità per chi deve gestire campionati in corso.

L’assessore Lodi ha però precisato la strategia del Comune: «La riparazione è già in programmazione appena il tempo lo consentirà. Abbiamo anche iniziato a fare la progettazione di fattibilità per il rifacimento integrale e quindi una risoluzione definitiva del problema».

Il rischio concreto è la paralisi dei campionati. Con la scarsità di campi alternativi, il recupero delle partite sta diventando un rebus logistico che rischia di penalizzare il percorso di crescita di centinaia di ragazzi. L’appello che giunge dal mondo dello sport è un invito alla collaborazione: l’obiettivo non è la polemica, ma la ricerca di una soluzione tempestiva.

Dopo anni di tamponamenti, la speranza è che l’imminente cantiere e la successiva progettazione integrale possano restituire alla comunità una palestra sicura, permettendo al tessuto sociale del quartiere di ripartire senza dover più guardare il cielo con timore prima di ogni palla a due.

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